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Il sistema formativo e il formatore in Inghilterra. Elementi di comparazione con l'Italia

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6 continua e dell’insegnamento per gli adulti, possono ottenere una certificazione frequentando corsi per ottenere NVQ di livello 3, di livello 4 e di livello 5 in Training and Development; gli ultimi due sono riservati a laureati. Ma anche i formatori più “titolati” debbono periodicamente sottoporsi a processi di aggiornamento per non incorrere in una sorta di “obsolescenza professionale” che li eliminerebbe rapidamente dal mercato. La formazione dei formatori è gestita in Inghilterra sia da soggetti pubblici che da privati (grandi banche, università e centri di ricerca collegati a queste ultime). Le combinazioni utilizzabili sono estremamente variegate e tali da consentire l’utilizzo anche di ridotti spazi temporali. In effetti si va da corsi di durata biennale per il Master in “Education and Training and Development” a corsi di 120 ore di studio che possono essere effettuati con modalità diverse ed estremamente flessibili tanto da configurare una amplissima gamma di possibilità che comprende attività didattiche e teoriche realizzabili anche in teleconferenza o, comunque, con l’ausilio di mezzi audiovisivi. Per quanto riguarda la situazione in Italia, va notato che, in buona sostanza, iniziative di formazione sono sempre esistite, sia nel settore pubblico che nel privato; esse erano però fondate prevalentemente su base volontaristica o sostenute da logiche e legittime aspettative di tornaconto economico/professionale del singolo e/o dell’organizzazione economica coinvolta ovvero, se di natura pubblicistica, tese al reinserimento economico di elementi in difficoltà ed oltre l’età della scuola dell’obbligo; viceversa è l’aspetto istituzionale, organico, strutturato, finanziato e/o incentivato che in Italia non esisteva e che solo da pochi anni comincia a muovere i primi passi, sostanzialmente in linea con gli orientamenti adottati in materia da parte dell’Unione Europea. La legge 236/93 ha regolamentato il sistema nazionale di formazione continua; essa stabilisce che “per attività di formazione continua si intendono quelle attività rivolte ai soggetti adulti, occupati o dipendenti, alle quali il lavoratore può partecipare anche per autonoma scelta, ovvero quelle predisposte dalle aziende al fine di adeguare o di elevare le professionalità e competenze in stretta connessione con l’innovazione tecnologica e organizzativa del processo produttivo”. E’ importante segnalare che la legge in questione prevede anche l’utilizzo a titolo di “contributo alle aziende” degli specifici

Anteprima della Tesi di Federica Busato

Anteprima della tesi: Il sistema formativo e il formatore in Inghilterra. Elementi di comparazione con l'Italia, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Federica Busato Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

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