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Il turismo culturale vicentino: l'appeal esercitato dai beni ecclesiastici

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6 1.2 IL PROCESSO TERMINOLOGICO DEI BENI CULTURALI I beni culturali sono frequentemente definiti beni pubblici impuri o club goods ( 7 ). Diversamente dai beni pubblici puri ( 8 ), per i club goods è possibile il verificarsi di fenomeni di rivalità e di escludibilità. Dal punto di vista del mercato queste caratteristiche costituiscono un problema piuttosto rilevante. I beni pubblici, infatti, hanno un costo opportunità marginale pari a zero, di conseguenza, il prezzo per la loro fruizione dovrebbe essere nullo. Il costo di produzione, però, è positivo: nessuna impresa, quindi, avrà interesse a produrre per poi offrire al mercato gratuitamente. Sussisterebbe, così, una situazione di inefficienza, in quanto tali beni non verrebbero forniti, privando la collettività dei vantaggi derivanti dalla loro fruizione; in alternativa si dovrebbe consentire al produttore di vendere ad un prezzo positivo, togliendo ad alcuni individui la possibilità di utilizzare un bene che, invece, in quanto pubblico, non dovrebbe essere escludibile. ( 7 ) La teoria dei club, sviluppata da Buchanan (1965), «sfrutta» l’analogia tra un club e un governo locale, per spiegare, da un punto di vista economico, il funzionamento di istituzioni, formate da gruppi di individui accomunati dalle stesse preferenze per particolari attività, sportive, culturali o ricreative, le quali mettono a disposizione dei membri un certo insieme di servizi. Uno dei problemi principali consiste nella determinazione del livello ottimale della dimensione del governo locale (o club), tenendo presente che questa dipende da due variabili: la popolazione della comunità e la quantità di servizio prodotta. Una volta fissato il livello di attività e per date caratteristiche della funzione di produzione del servizio, il costo pro capite di quest’ultimo risulta tanto più basso quanto maggiore è il numero dei cittadini della comunità. D’altra parte all’aumentare della popolazione possono manifestarsi fenomeni di congestione che creano disutilità. La teoria, quindi, sostiene che per definire la dimensione ottimale di un ente locale è necessario determinare simultaneamente sia il livello della popolazione sia di attività, realizzando un compromesso tra di essi. ( 8 ) Cfr. nota 7.

Anteprima della Tesi di Elisa Fiocco

Anteprima della tesi: Il turismo culturale vicentino: l'appeal esercitato dai beni ecclesiastici, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Elisa Fiocco Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

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