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La gestione efficace della ricchezza ''risorse umane'' come fattore di sviluppo organizzativo e vantaggio competitivo: il contributo dell'intervento formativo

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7 Questa tecnica fa parte dei fenomeni empirici per raccogliere tutti gli elementi per definire i principi teorici di un paradigma così da consentire la costruzione di un modello organizzativo applicabile a più ambiti. La sua prima intuizione fu quella di vedere il lavoro con una visione più generale, ossia efficienza e produttività non sono legate ad una singola azione, ma vanno ridistribuite a lungo termine. Per Taylor il sistema andava rivisto cercando di aumentare il peso sollevato nell'intero arco della giornata da persone normali, anche se non dotate di particolare forza fisica. La sua ipotesi era che ogni lavoratore poteva raggiungere una migliore produttività trasportando molto più materiale, soltanto se si fosse attenuto ad un sistema di tempi morti e tempi di lavoro ben precisi, per non far insorgere il sovraffaticamento. Secondo Taylor, inoltre, non era più indispensabile immaginare l'uomo più adatto ad una mansione, ma intervenendo sugli strumenti usati nell'azione anche un uomo non particolarmente dotato poteva ottenere ottime performances (strategia ergonomica: intervenire sullo strumento per ridurre la fatica ed aumentare l'efficienza su lungo periodo; contributi degli studi sulle curve di fatica dello scienziato di fisiologia A. Mosso). Il modello di Taylor diventa protagonista di una rivoluzione organizzativa della storia dell'uomo con il nome di "modello scientifico" e costituirà l'ossatura portante dell' "Organizzazione scientifica del lavoro". Dietro questo modello organizzativo si concretizzava una filosofia dell'uomo e sull'uomo: la rappresentazione organizzativa umana è la congiunzione di alcune caratteristiche e la loro unione è il modello organizzativo dell'uomo e della componente umana. La visione dell'uomo per Taylor viene chiamata "Teoria razionale economica dell'uomo", ossia l'uomo spontaneamente rifiuta il lavoro, rifiuta qualsiasi responsabilità, non lavora senza un'utilità, non sa organizzarsi razionalmente, ha modalità operative spontanee - improvvisate, lavora solo se o pagato o punito (principio del bastone e della carota). L'organizzazione scientifica del lavoro è il complesso delle regole che vengono stabilite dall'impresa allo scopo di ottenere il massimo della produttività. Essa ebbe origine negli USA verso la fine del XIX secolo e fu teorizzata come scienza economica da Taylor, da

Anteprima della Tesi di Lara Marelli

Anteprima della tesi: La gestione efficace della ricchezza ''risorse umane'' come fattore di sviluppo organizzativo e vantaggio competitivo: il contributo dell'intervento formativo, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Lara Marelli Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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