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Bioetica e clonazione fra Islam e Cristianesimo

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16 conseguenza è un pesante sfoltimento della ricchezza dell’albero raffigurato da Sharani, vale a dire uno strutturale impoverimento della quasi onnicomprensiva capacità di regolazione del diritto musulamno classico. Si rammenti, infine, che secondo il diritto musulamno ogni regola non espressa nel Corano o nei “detti” del Profeta (ahadith), o non legittimamente dedotta da loro, è bid’a cioè “innovazione”, parola diventua presto sinonimo di eresia e facilamente utilizzata da parte di autori conservatori per contestare o rifiutare ogni novità o modificazione delle regole classiche. Comunque sia, qualsiasi mutamento giuridico o nuova pratica, in assenza di regolamentazioni risalenti alle fonti sacre, può essere accettata dai vari organismi giuridico-religiosi ma non giudizi che mancheranno sempre, presso l’opinione pubblica islamica, di quel carisma e autorità che caratterizza il consenso ai fondamenti del diritto musulano e alle norme di culto. Quando mancano indicazioni chiare da parte della tradizione si assiste al formarsi di una notevole mole di responsi differenti, anche opposti; ciò suscita l’impressione di una sorta di pluralismo intrinseco alle comunità islamiche. In realtà l’Islam si percepisce come il monoteismo perfetto fondato sull’ultima e perfetta Rivelazione (il Corano), Contemporaneamente la Shiari’a è, secondo la tradizione, la perfetta e onnicomprensiva Legge divina (l’Islam è Religione e Stato cioè Din wa Dawla) in grado di rispondere a tutti i problemi delle socità umane in qualsiasi periodo storico. Tra i risultati, ogni opinione (soprattutto attinenet l’etica) deve rimanere ancorata alle fonti sacre per essere legittimata; tutte le variazioni che permangono all’interno dell’Islam rischiano altrimenti di squalificarsi e di perdere la possibilità di presentarsi pubblicamente. Fatte salve queste premesse, la liceità della pluralità delle opinioni all’interno della comunità islamica era già attestata dal Profeta in due ahadith. Il primo considerava tale molteplicità come benedizione voluta da Dio, mentre il secondo precisava che la comunità musulmana non si sarebbe mai accordata su un errore. Si tratta, comunque, di differenze che non devono intaccare i fondamenti della fede e del culto. Casi classici rappresentati dalle molteplici posizioni assume storicamente dai giurespeti in merito alla liceità della contraccezione, all’interruzione della gravidanza prima dell’infusione deel’anima oppure, passando a temi solo moderni, allo xenotrapianto, all'espianto da cadavere, clonazione, ecc. Il termine “pluralismo” appare quindi inadatto per descrivere la situazione vigente, mentre

Anteprima della Tesi di Alessandro Patrizi

Anteprima della tesi: Bioetica e clonazione fra Islam e Cristianesimo, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandro Patrizi Contatta »

Composta da 223 pagine.

 

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