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Problemi e prospettive della disciplina delle banche popolari

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5 D’altra parte il vantaggio mutualistico, quando realmente esiste, non sempre deriva direttamente dal rapporto di società o dallo status di socio (ad es. le cooperative spurie). Ciò ha un significato proprio in tema di aziende bancarie dove il diritto al credito risponde a criteri ferrei di rischio, in parte codificati dalle Istruzioni di vigilanza della Banca d'Italia. Inoltre la struttura cooperativa ben si concilia con le nuove forme della democrazia capitalistica, consistenti in un azionariato diffuso e non asservito al capitale di comando, perseguita grazie a tetti partecipativi. Le banche popolari rappresentano una realtà rilevante del sistema bancario italiano soprattutto per la loro distribuzione sul territorio nazionale che si riverbera nel loro peso per lo sviluppo delle economie locali. Questo lavoro persegue l’obiettivo di fornire un quadro complessivo dell’attuale disciplina delle banche popolari e delle possibili evoluzioni che la forma giuridico- istituzionale potrebbe assumere in conseguenza di importanti provvedimenti legislativi. Il lavoro si sviluppa su quattro capitoli in cui si è cercato di esaurire tutti gli aspetti più discussi e più rilevanti della disciplina delle banche popolari. Il primo capitolo funge da breve introduzione sull’origine della cooperazione di credito e delle banche popolari, sulla loro specifica natura di banche locali e sulle specificità che si riconoscono al modello “banca popolare”. Con questo si intende che il modello di proprietà e controllo della banca popolare rappresenta un interessante caso di società di persone, impegnata in un’attività economica peculiare, quella bancaria, che deve raccogliere quote crescenti di capitale di rischio. In tal modo, si giunge a una fisionomia evoluta della cooperativa bancaria, in cui alla semplice organizzazione aziendale dominata dalla figura unica del socio lavoratore-cliente subentra un’impresa nella quale l’assetto della proprietà e del controllo è di tipo composito, dovendo regolare - sulla base rimasta inalterata del principio del voto capitario - l’interazione di almeno quattro soggetti economici diversi 2 , anche se accomunati dal comune status di socio: i controllanti, i dipendenti, i finanziatori, gli 2 Situazione definita “quadrato magico”, cfr. Masciandaro, “La specificità delle banche popolari”, Quali banche in Italia, a cura di Riolo e Masciandaro, Secondo rapporto sul Sistema Finanziario italiano, Milano, Edibank, 1996.

Anteprima della Tesi di Carolina Deandrea

Anteprima della tesi: Problemi e prospettive della disciplina delle banche popolari, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Carolina Deandrea Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

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