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Comunicazione, marketing politico, elettori: le elezioni politiche del 13 Maggio 2001 in Italia

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17 1998, p.28) tramite partecipazione a programmi televisivi di dibattito, conferenze stampa, interviste concesse ai giornali ecc…La seconda strategia si avvale invece dei “metodi di palese o occulta manipolazione dell’informazione da parte dei politici al potere” (McNair, 1995), tramite la sua selettiva diffusione, restrizione e/o distorsione. Si tratta dell’attività di comunicazione che maggiormente sfugge all’opinione pubblica. Anche in questo caso gli esempi sono i più vari: si va dal tentativo discreto di un primo ministro di influenzare le nomine, non di sua competenza, nelle reti televisive pubbliche, alle pressioni su direttori o giornalisti perché trattino o non trattino certe notizie, fino alla censura vera e propria, anche se oggi è rara e può avere effetti boomerang. “Sono tattiche usate da tutti i governi a tutte le latitudini istituzionali” (Mazzoleni, 1998, p.32). La collocazione dei partiti sullo scacchiere della politica nazionale e la loro tradizionale funzione è in crisi un po’ dappertutto, il che sta provocando effetti importanti anche sul versante della comunicazione. In sintesi, la comunicazione prodotta dai partiti e diretta sia all’interno del sistema partitico, sia all’esterno verso il sistema dei media e verso l’opinione pubblica, è oggi modellata sull’esigenza dei media. Questo significa l’adattamento dei registri comunicativi dei partiti alla sintassi dei mezzi di comunicazione di massa. Uno sviluppo recente nella mediatizzazione della comunicazione del partito e della natura dello stesso è la nascita del cosiddetto “partito mediale”. I partiti tradizionali hanno generalmente una struttura organizzativa diffusamente radicata sul territorio, propri canali interni di comunicazione e una storia e una cultura di tipo ideologico che richiama correnti di pensiero anche molto antiche. Il partito mediale non ha nessuna di queste caratteristiche: essendo fondato su una forte azione pubblicitaria di tipo massmediatico, anche la sua comunicazione interna si appoggia sui canali dei media. Essendo costituzionalmente un partito “leggero”, non ha un radicamento né storico né organizzativo sul territorio, se non in minima misura e di tipo “avventizio”. In compenso (Forza Italia docet ), il partito mediale ha una forte leadership al vertice, altamente personalizzata, che trae legittimazione dal carisma personale, dalla visibilità assicuratagli dai media, ma anche dalla mancanza di una dialettica interna che possa sfidarla (Maraffi, 1995, p.250).

Anteprima della Tesi di Walter Figaia

Anteprima della tesi: Comunicazione, marketing politico, elettori: le elezioni politiche del 13 Maggio 2001 in Italia, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Walter Figaia Contatta »

Composta da 234 pagine.

 

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