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Comunicazione, marketing politico, elettori: le elezioni politiche del 13 Maggio 2001 in Italia

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13 la lotta per il potere non si traduce solamente in scontri armati tra le varie fazioni, ma anche e soprattutto in una straordinaria intensificazione di attività politiche. In quegli anni le tecniche di seduzione e di manipolazione dell’elettorato si sviluppano considerevolmente fino a divenire strumenti indispensabili della conquista del potere (Chesnais, 1995, pp.120-121). La testimonianza dei documenti conservatisi fino ad oggi fa pensare che proprio le numerose elezioni, a Roma, come nelle province periferiche, abbiano spinto all’elaborazione di sofisticate tecniche di comunicazione delle campagne elettorali, miscelando le regole della retorica e della dialettica di origine greca alle arti della persuasione di tipo clientelare, più consone alla tradizione romana. L’esempio romano è diventato paradigmatico anche per le campagne elettorali di molti secoli dopo. Alcuni termini entrati nell’uso nell’epoca moderna risalgono a quell’esperienza, come “candidato”, nome dato al pretendente alle cariche pubbliche che durante la campagna elettorale si rivestiva di una toga bianca come segno di riconoscimento; e “comizio”, riunione del popolo attorno ad un oratore che espone le sue posizioni e cerca di convincere l’uditorio. Il Piccolo manuale della campagna elettorale, scritto in forma di lettera dal fratello a Cicerone che si presentava candidato, è una piccola summa di consigli e suggerimenti di come convincere gli elettori, che anticipa le tecniche di marketing politico messe a punto dagli esperti di comunicazione del XX secolo. Conclusasi l’epoca della repubblica romana, dalla nascita dell’impero fino alla fine delle monarchie assolutiste, la democrazia elettorale ha conosciuto una parentesi lunga diciotto secoli, interrotta per brevi periodi dalle esperienze delle città-libere del Nord Europa e dei comuni in Italia. Da una prospettiva storiografica della comunicazione pubblica, accanto al dispotismo e al soffocamento delle voci libere ad opera sia dei sovrani che delle chiese, l’unico tipo di attività di comunicazione politica individuabile è il sistematico controllo e l’altrettanto sistematica manipolazione della cultura e dell’informazione, consigliata anche da Machiavelli al suo Principe. Solo dopo la Rivoluzione americana, con il varo della Costituzione, e con la Rivoluzione francese, dunque con la rinascita degli ideali libertari e democratici, è possibile ritrovare l’esercizio di forme di comunicazione politica, durante e fuori delle occasioni elettorali.

Anteprima della Tesi di Walter Figaia

Anteprima della tesi: Comunicazione, marketing politico, elettori: le elezioni politiche del 13 Maggio 2001 in Italia, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Walter Figaia Contatta »

Composta da 234 pagine.

 

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