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Il potere estero delle Regioni - Analisi della dottrina e della giurisprudenza

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10 Ancora, la Carta Costituzionale affida espressamente l’esclusività della competenza ad autorizzare con legge alcune determinate categorie di trattati internazionali al Parlamento nazionale 3 e subordina l’esecuzione dei trattati stessi alla ratifica da parte del Capo dello Stato 4 . A favore della tesi “centralistica”, la dottrina che ne sosteneva la fondatezza, avvertiva come la possibilità di un “treaty-making power” 5 delle Regioni avrebbe potuto portare all’instaurazione ed allo sviluppo di distinte “politiche estere” regionali, magari non omogenee né coordinate tra di loro e potenzialmente non coincidenti con la “politica generale” e con la “unità di indirizzo politico e amministrativo” 6 dello Stato argomentando che la previsione della Repubblica come “una ed indivisibile” 7 imponeva l’unità anche nella sua proiezione verso l’esterno, non consentendo l’apparizione oltre i confini della Repubblica di entità autonome e separate 8 . 3 “Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.” [ art. 80 C.]. 4 “ Il Presidente della Repubblica […] ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere […]” [ art. 87 C.]. 5 Per “treaty making power” si intende la capacità internazionale di stipulare accordi con Stati terzi. 6 Art. 95 C. 7 Art. 5 C. 8 Nel 1996, la Corte Costituzionale, nel giudizio promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei Ministri per conflitto di attribuzione nei confronti della Provincia autonoma di Bolzano, sorto a seguito dell'Accordo di collaborazione tra la Provincia stessa e il Voivodato di Suwalki (Polonia), accogliendo il ricorso sentenzia che non spetta alla Provincia autonoma di Bolzano il potere di stipulare l'accordo di collaborazione con il Voivodato di Suwalki e, rifacendosi a sentenze del passato (n. 425 del 1995, nn. 256 e 42 del 1989, n. 564 del 1988, n. 179 del 1987 e n. 187 del 1985), ribadisce che l'esclusiva competenza statale in materia di rapporti internazionali, connessa al principio di unità ed indivisibilità della Repubblica, affermato dall'art. 5 della Costituzione, ed all'esclusiva soggettività internazionale dello Stato, non consente il frazionamento o la pluralità di titolari della politica estera. (sent. n. 343 del 1996).

Anteprima della Tesi di Marco Massimiliano Medaglia

Anteprima della tesi: Il potere estero delle Regioni - Analisi della dottrina e della giurisprudenza, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Marco Massimiliano Medaglia Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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