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Il potere estero delle Regioni - Analisi della dottrina e della giurisprudenza

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11 Sul piano interno, il riflesso di tale concezione, è l’imposizione, alle Regioni nell’esercizio della loro competenza legislativa nelle materie enumerate, del rispetto degli obblighi internazionali 9 che si traduce nella sottrazione anche totale alle Regioni delle loro attribuzioni concernenti fattispecie incise da tali obblighi 10 . La conseguenza di tale posizione era il diniego alle Regioni della titolarità di qualsiasi tipo e forma di potere estero, e cioè di contatti con organismi esterni alla Repubblica, e tendenzialmente del potere di dare esecuzione ad impegni esterni dello Stato incidenti su materie di loro competenza. Questo approccio tendenzialmente restrittivo rispetto al riconoscimento di un potere estero regionale, veniva, quindi, avallato, nella sostanza, dalle decisioni della Corte Costituzionale 11 che richiamava i limiti posti in capo alle 9 Nella sentenza n. 43 del 1963, la Corte Costituzionale afferma che soltanto lo Stato e' soggetto nell'ordinamento internazionale e ad esso vengono imputati giuridicamente in tale ordinamento gli atti normativi posti in essere dalle Regioni. La Costituzione accorda alle Regioni, comprese quelle a statuto speciale, una sfera di autonomia più o meno ampia, ma non la sovranità. Tale principio vale anche per la Regione Siciliana, sebbene il suo Statuto non menzioni espressamente il "rispetto degli obblighi internazionali", fra i limiti della sua potestà legislativa. 10 Nella sentenza n. 46 del 1961, sempre nell’ambito del rispetto degli obblighi internazionali come limite dell’autonomia delle Regioni e delle province, la Corte sancisce che “è incontrovertibile il principio che affida allo Stato e solo ad esso l'esecuzione all'interno degli obblighi assunti in rapporti internazionali con altri Stati. Il rispetto degli obblighi internazionali e' dettato nell'art. 4 Statuto Trentino-Alto Adige a limite solo della autonomia della Regione e della Provincia e, quindi, puo' essere fatto valere per invalidare le norme emesse da queste in violazione del medesimo, ma non puo' mai invocarsi per legittimare l'assunzione da parte dei predetti enti di competenze non previste dalla legge costituzionale. All'accordo di Parigi puo' essere fatto riferimento, quando occorra, soltanto quale sussidio interpretativo delle norme statutarie emanate appunto per dargli esecuzione, mentre e' da queste ultime solamente, oltre che da quelle della Costituzione, che sono da trarre i criteri per la risoluzione delle questioni relative all'ordine delle competenze”. 11 Fino agli anni’70, la Corte si distingue per una giurisprudenza decisamente rigida in materia; tra le altre, da segnalare, in particolare, le sentenze 27/1958, 28/1958, 32/1960, 46/1961, 49/1962, 49/1963, 44/1967, 49/1967, 21/1968, 138/1972, 96/1974, 203/1974, 182/1976, 44/1977.

Anteprima della Tesi di Marco Massimiliano Medaglia

Anteprima della tesi: Il potere estero delle Regioni - Analisi della dottrina e della giurisprudenza, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Marco Massimiliano Medaglia Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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