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Il concetto di possibile in Leibniz

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3 Specificamente, pur senza ravvisare discontinuità alcuna tra la Logica e la Metafisica leibniziane, ho inteso il possibile che si determina a livello metafisico in diretta continuità col possibile aristotelico e il possibile che si determina a livello logico in contrapposizione con esso. Ciò, come ho detto, non comporta una scissione tra Logica e Metafisica, perché, all'opposto, in Leibniz la concezione metafisica del possibile, pur distinguendosi da quella logica, anziché opporvisi vuole esserne il fondamento. In tal senso, dunque, il concetto di possibile in Leibniz presenta una certa continuità concettuale tra Metafisica e Logica e , insieme, un' accezione non univoca, assumendo nei due ambiti due significati diversi, seppure imprescindibilmente connessi. Infatti, la possibilità intesa come mera potenzialità degli infiniti mondi scissi dall'esistenza, è punto cruciale della cosmogonia leibniziana, che deve togliere ogni sospetto di spinozismo e insieme dare consistenza al confronto che determinerebbe l'eccellenza dell'unico mondo creato. D'altro canto, però, nei suoi progetti di riforma e potenziamento della Logica, nell'ideale eliminazione di ogni controversia mediante la riduzione del ragionamento a calcolo, la possibilità meramente potenziale deve venire controllata e sublimata in effettiva possibilità, in modo che, escludendo le alternative, si imponga un unico modulo di interpretazione del reale. L'autorità di quest'ultimo, ossia la sua valenza concreta, avrebbe per l'appunto radici metafisiche, consistendo proprio nell'eccellenza, determinata in sede cosmogonica, del mondo da esso riflesso rispetto agli altri che restano meramente possibili. Se, però, la sua determinazione ontologica deriva da un meccanismo metafisico, questo, consistendo nel computo della massima quantità di essenza, da un lato nel suo rapportare presuppone già come paradigma dell'ottimo quello stesso sistema logico-ontologico che dovrebbe, invece, risultare da esso; e dall'altro conferisce dignità reale agli stessi mondi mantenuti come meramente possibili, considerandoli e valutandoli nel loro essere compiutamente determinato. In tal modo, la Metafisica che dovrebbe fondare la Logica fondando le ragioni di quel reale di cui la Logica stessa è proiezione conforme, è a sua volta impostata, in un rimando reciproco, proprio in base a quella determinata Logica. Sullo sfondo, restano gli infiniti mondi meramente possibili, perfettamente determinati quanto quello reale, eppure discriminati in virtù del postulato che impone la Logica prescelta.

Anteprima della Tesi di Monica Di Giacinto

Anteprima della tesi: Il concetto di possibile in Leibniz, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Monica Di Giacinto Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

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