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Il concetto di possibile in Leibniz

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6 PRIMA PARTE: ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL CONCETTO DI POSSIBILE I. SUL CONCETTO ARISTOTELICO DEL POSSIBILE I.1 Il concetto di possibile nel De Interpretatione Se si ritiene aristotelica la matrice del concetto di possibile in Leibniz, è dal De Interpretatione che se ne evince la struttura là dove nell’ambito dell’enunciazione, che è l’argomento precipuo, il possibile viene delineato con un proprio preciso statuto ontico. Anzitutto, Aristotele analizza che cosa siano gli elementi costitutivi dell’enunciazione, ossia il nome e il verbo. Posta la corrispondenza univoca tra le cose e le affezioni di esse che si producono nell’anima, le espressioni vocali e le rispettive trascrizioni ne sono i segni nell’ambito di un determinato contesto linguistico che è l’unica variabile. Il nome e il verbo, dunque, come gli oggetti del pensiero di cui sono segno, si pongono di qua dall’alternativa di vero e di falso che si presenta soltanto a un secondo livello, quando ai concetti considerati per sé subentra la valutazione delle loro combinazioni. “Il falso e il vero stanno nell’unione e nella separazione” dice Aristotele 1 , l’unione consistendo nell’affermare un concetto di un altro mediante il verbo, e la separazione nel negarlo 2 : è dunque il verbo essere a fungere da connettivo fondante il giudizio stesso, ossia l’atto dell’enunciare, e fuori dal giudizio non si dà né verità, né falsità. Si legge anche nelle Categorie: Ciascuna delle cose che sono dette in sé e per sé non costituisce alcuna affermazione, ma nella connessione di queste cose tra di loro che ha luogo l’affermazione. Infatti sembra che ogni affermazione è o vera o falsa, ma delle cose che vengono dette secondo nessuna connessione nessuna è né vera né falsa: ad esempio uomo, bianco, corre, vince 3 . Nello stesso ambito del De Interpretatione, però, permane implicito un altro aspetto della verità come adeguazione del pensato al reale nell’unità dell’appercezione intellettuale, alla quale la dualità del giudizio rimane estranea 4 . 1 De Interpr. 1, 16a 12 (tr. di E.Riondato, Padova, 1957, p.18). 2 Si veda De Interpr. 6, 17a 25-26. 3 Categ. 4, 2a 5-10 (tr. di M.Zanatta, Milano, 1989, p.305). 4 Si veda G.CALOGERO, I fondamenti della Logica aristotelica, Firenze, 1927, P.I, cap.II.

Anteprima della Tesi di Monica Di Giacinto

Anteprima della tesi: Il concetto di possibile in Leibniz, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Monica Di Giacinto Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

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