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Il governo e i partiti italiani di fronte alla guerra del Golfo

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6 Finita la guerra con l’Iran, la sfida maggiore che Saddan Hussein si trovò ad affrontare era la politica economica del suo Paese. La carenza di fondi per far funzionare i clientelismi e mantenere l’economia consumistica dell’Iraq, fortemente sovvenzionata e basata sull’importazione, avrebbe potuto creare molti problemi a un leader che ora sembrava incompetente più che eroico; inoltre i debiti contratti ponevano il Paese in una posizione di supplicante che minava l’immagine di Saddam “Nuovo Saladino”. La liberalizzazione, avviata per cambiare la pessima situazione economica irachena, era servita solo a migliorare i profitti di poche famiglie vicine al regime. In poco tempo l’Iraq fu sottoposto a una devastante ondata inflazionistica 1 . La dirigenza irachena cercò di aumentare le entrate petrolifere, ma per farlo occorreva convincere i membri dell’OPEC. Saddam credeva che il Kuwait e l’Arabia Saudita l’avrebbero aiutato a risolvere i problemi economici del suo Paese; chiese addirittura al piccolo emirato arabo di trasformare il debito di 40 miliardi di dollari, contratto durante la guerra con l’Iran, in una sovvenzione. Naturalmente le risposte dei vicini furono negative. La dirigenza irachena cominciò così a pensare di usare la forza militare. Il primo bersaglio sarebbe stato il Kuwait, ma l’obiettivo a lungo termine era ottenere le risorse e le concessioni richieste a tutti gli Stati del Golfo, specie all’Arabia Saudita 2 . L’esercito iracheno era uno dei più potenti del Medio Oriente, grazie alle forniture d’armi da parte delle due superpotenze e dell’Europa. Il ragionamento era semplice: annettere il Kuwait per usarne le ricchezze per sanare il debito pubblico e per aumentare sia il suo prestigio sia il suo potere. 1 Charles Tripp, “Storia dell’Iraq”, Bompiani, Milano 2003 2 ibidem

Anteprima della Tesi di Eugenio Di Pasquale

Anteprima della tesi: Il governo e i partiti italiani di fronte alla guerra del Golfo, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Eugenio Di Pasquale Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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