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L'emigrazione italiana dal 1861 alla prima guerra mondiale. I casi del Biellese e del Chiavarese

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XII L’ Italia Settentrionale era caratterizzata dal modello alpino di emigrazione delle famiglie contadine delle Alpi e delle Prealpi e questa emigrazione era il frutto di strategie “imprenditoriali” di incremento delle prospettiva di guadagno. Lo spostamento non costituiva la reazione passiva ed inevitabile di una popolazione povera ed ignorante o la risposta ad una crisi demografica o economica ma, al contrario, si trattava di una vera e propria strategia resa possibile dai ritmi del lavoro agricolo, nella quale i proventi del lavoro lontano da casa (cioè “le rimesse”) costituivano la voce principale dei bilanci familiari. In queste migrazioni prevaleva l’opzione del ritorno, in quanto l’emigrante partecipava direttamente all’economia del luogo di provenienza, era infatti proprio per assicurare alla sua famiglia (e poi a lui stesso) una migliore condizione di vita, che aveva scelto di partire. Già intorno al 1890, dalle campagne di molte province settentrionali era particolarmente consistente il fenomeno emigratorio, al contrario della maggior parte delle province meridionali dove non cominciò che nel Novecento, proprio quando il flusso emigratorio settentrionale cominciava a stabilizzarsi. Cresciuto notevolmente a partire dalla fine dell’Ottocento, per il maggior numero di espatri o per la partecipazione sia di nuove figure professionali che dell’elemento femminile, il movimento migratorio fu sicuramente il risultato, e talvolta una delle cause, del progressivo sfaldamento della vecchia economia

Anteprima della Tesi di Federica Taddei

Anteprima della tesi: L'emigrazione italiana dal 1861 alla prima guerra mondiale. I casi del Biellese e del Chiavarese, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Federica Taddei Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.