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Organizzazione dei medici e politica sanitaria durante gli anni del fascismo attraverso i dibattiti nelle riviste mediche dell'epoca

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7 TESI Capitolo primo L’associazionismo dei medici : Ordini e sindacati dalla creazione all’avvento del fascismo 1. Alla ricerca della professionalizzazione: la costituzione degli Ordini Nell’Italia unita il notevole rilievo assunto dal bene salute e il conseguente sviluppo dell’assistenza sanitaria, portarono il governo Crispi ad adottare un Codice sanitario, ovvero un insieme di norme basate sul dovere dello Stato di tutelare la salute pubblica; spingevano in tal senso non solo le istanze culturali e sociali della popolazione insieme agli interessi medico professionali, ma anche le istanze più propriamente politiche che apparivano ora assai più favorevoli ad un intervento pubblico. La promulgazione della legge Crispi-Pagliani, del 22 dicembre 1888 n. 5849, istitutiva del codice di igiene e sanità pubblica, segnò dunque la fine di un lungo iter parlamentare che aveva preso avvio nel 1866 con la nomina di una commissione incaricata di preparare un progetto di legge che «abbracciasse tutti li argomenti di pubblica igiene e risolvesse, coordinasse e riducesse in articoli dispositivi tutte le disposizioni attinenti alla pubblica sanità 7 ». Tale legge creò nel paese una nuova struttura del servizio di igiene e sanità pubblica, estese e potenziò il ruolo del medico condotto, assicurò l’assistenza e la cura gratuita ai poveri da parte dei comuni singoli o associati, ma non l’assistenza farmaceutica come molti deploravano. In particolare, si riconobbe la competenza della tutela dell’igiene pubblica al Ministero dell’interno, incaricato di provvedervi attraverso la direzione di sanità con l’ausilio del Consiglio superiore; in ambito locale il medico provinciale, figura di nuova istituzione, avrebbe avuto il supporto del Consiglio sanitario provinciale, mentre nei comuni il ruolo esecutivo sarebbe stato di competenza dei medici condotti, qualificati come ufficiali sanitari. Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, i Municipi dovevano provvedere solo per i poveri iscritti nelle liste comunali che spesso risultavano molto ampie sia per esigenze clientelari sia per l’entità dell’area sociale di indigenza. I poveri 7 D. Peruta,cit. in G. Vicarelli Alle radici della politica sanitaria in Italia – Società e salute da Crispi al fascismo, Bologna, Il Mulino, 1997, p.93

Anteprima della Tesi di Alessandro Ferronato

Anteprima della tesi: Organizzazione dei medici e politica sanitaria durante gli anni del fascismo attraverso i dibattiti nelle riviste mediche dell'epoca, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandro Ferronato Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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