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Le regole in Internet: netiquette, autoregolamentazione, deontologia

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VIII quali i service provider archiviano i dati di connessione e che permettono l’identificazione degli utenti. A tal riguardo si esprime anche l’attualissimo Decreto Legislativo 196/2003, conosciuto come “Codice della privacy” del quale verranno illustrati gli aspetti attinenti all’argomento in parola. Tuttavia, secondo molti utenti, la legislazione attuale non è abbastanza protettiva della loro riservatezza e, pertanto, difendono le loro connessioni con i c.d. anonymizer, sistemi in grado di nascondere il proprio numero IP. Un esempio pratico di navigazione anonima è il sito “www.autistici.org”. Ricorrendo l’anno europeo del disabile non si è potuto fare a meno di dedicare uno spazio all’esposizione dell’attuale rapporto Internet-disabili, con speciale riferimento al tema dell’accessibilità. Non bisogna dimenticare, infatti, che se la rete può essere uno strumento per migliorare la vita dei portatori di handicap, può svolgere questa funzione solo se ne viene adeguatamente consentito l’accesso a chi non ha la piena fruibilità del proprio corpo. Internet è un luogo ricco di barriere e di insidie che, se possono ostacolare o, addirittura, impedire la “navigazione” a chi non ha buone conoscenze informatiche o sistemi software e/o hardware dell’ultima generazione, a maggior ragione possono sbarrare la strada a chi è portatore di handicap. Un grande aiuto all’eliminazione delle barriere d’accesso alla rete viene quindi dall’opera del World Wide Web Consortium nell’ambito del progetto WAI (Web Accessibility Initiative) di cui saranno illustrate le particolari linee guida. Sul fronte normativo, invece, rappresenta un punto fermo il “Libro bianco sulle tecnologie per le disabilità” che rappresenta lo strumento di base per stabilire gli standard di accesso e di utilizzo delle tecnologie da parte delle fasce più deboli. Ai principi in esso contenuti si rifà il “D.d.l. Stanca” per l’accesso dei disabili agli strumenti informatici, il cui scopo primario è evitare che le nuove tecnologie, in specie Internet, creino nuove forme di emarginazione e di discriminazione. Non si può, però, comprendere come avvenga l’accesso ad Internet prescindendo dal suo funzionamento. Tralasciando l’approfondimento degli aspetti più prettamente tecnici, che qui non interessano, ci si limiterà a descrivere sinteticamente cos’è l’indirizzo IP e come si accede ai siti grazie al sistema DNS (Domain Name System), ovvero la struttura di server che permette di tradurre in numeri binari di 32 bit i nomi convenzionali che vengono dati alle macchine cui si vuole accedere. Con queste premesse, quindi, si

Anteprima della Tesi di Matteo Zevola

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Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Matteo Zevola Contatta »

Composta da 229 pagine.

 

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