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Utilizzo delle tecniche diagnostiche per lo studio di reperti archeologici

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4 2 - TECNICHE DIAGNOSTICHE - Per l’esecuzione delle indagini oggetto della presente tesi sono state prese in considerazione due tra le più utilizzate tecniche diagnostiche: la diffrazione dei raggi X e la microscopia elettronica a scansione con microanalisi X. 2.1 - Diffrazione dei raggi X - Questa tecnica d’indagine [1,2] fornisce informazioni sulla struttura delle sostanze solide ed anche sulla composizione di loro miscele relativamente alle fasi cristalline presenti. Un solido lo si definisce “cristallino” quando gli atomi o gli ioni che lo costituiscono sono disposti secondo un ben preciso ordine, il quale è definito da parametri che ne caratterizzano la simmetria; seguendo quindi queste regole si arriva a definire una cella detta “cella elementare” che costituisce l’elemento fondamentale caratterizzante ogni reticolo cristallino. Un solido invece viene definito “amorfo” o “vetroso” quando mancano tutte queste proprietà di simmetria, gli atomi e gli ioni sono disposti in modo disordinato e quindi non è possibile determinare la cella elementare. Il reticolo cristallino, come già detto, è caratterizzato da elementi di simmetria come i centri, gli assi, i piani, etc. : in esso possono essere presenti alcune famiglie di piani diversamente orientate ma la caratteristica saliente è che i piani di ogni famiglia sono paralleli tra loro e la distanza costante che esiste tra un piano e l’altro è la distanza interplanare d.

Anteprima della Tesi di Ivan Nastasi

Anteprima della tesi: Utilizzo delle tecniche diagnostiche per lo studio di reperti archeologici, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Ivan Nastasi Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.