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Utilizzo delle tecniche diagnostiche per lo studio di reperti archeologici

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5 Quindi per ogni famiglia di piani presenti in un reticolo esistono determinati valori di d che caratterizzano il reticolo stesso. L’analisi per diffrazione dei raggi X permette di riconoscere le sostanze amorfe da quelle cristalline e, nel caso di quelle cristalline, permette di risalire ai valori del parametro d necessario per il riconoscimento della sostanza stessa. La diffrazione di una radiazione elettromagnetica è in sostanza una deviazione del fascio della radiazione determinato da un ostacolo: affinché avvenga, l’ostacolo, che può essere di qualsiasi natura, deve avere dimensioni paragonabili con la lunghezza d’onda della radiazione incidente. Se ad esempio un raggio di luce attraversa un mezzo trasparente, sul quale è stata tracciata una linea, l’immagine che si ottiene non è la stessa linea ma una serie di frange con luminosità più o meno intensa parallele tra loro; le frange più luminose sono frange di interferenza positiva, dove le onde elettromagnetiche sono in concordanza di fase; al contrario quelle meno luminose sono frange di interferenza negativa, dove le onde elettromagnetiche sono in opposizione di fase. Dato un reticolo cristallino, in cui le distanze d tra i piani hanno dimensioni confrontabili con quelle della lunghezza d’onda λ di un fascio di radiazione elettromagnetica inviato sullo stesso, allora si determina il fenomeno della diffrazione dei raggi X che è definita dalla legge di Bragg: θλ sin2dn = dove: • n : intero positivo che indica l’ordine di interferenza; • λ : lunghezza d’onda della radiazione impiegata;

Anteprima della Tesi di Ivan Nastasi

Anteprima della tesi: Utilizzo delle tecniche diagnostiche per lo studio di reperti archeologici, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Ivan Nastasi Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.