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Giusto processo e diritto dell'imputato a confrontarsi con l'accusatore

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Capitolo I 9 se 33 . Leggermente diverso il disposto dell’articolo 111 della Costituzione italiana, secondo cui nel pro- cesso penale, la legge assicura che la «persona accusata di un reato […] abbia la facoltà 34 , davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico» 35 . Non è tuttavia opportuno sovrastimare le implicazioni relative alla formulazione letterale di un diritto fondamentale. A ben guardare, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo ammette che taluni diritti espressi in forma secca siano derogabili in situazioni d’emergenza 36 , mentre altri non lo siano nonostante lo loro enunciazione originaria sia soggetta a talune clausole restrittive 37 . La stessa Costitu- zione italiana, peraltro, afferma l’inviolabilità di libertà personale e domicilio (artt. 13, 14 Cost.), salvo illustrare contestualmente le procedure da seguire per limitarli. In verità, sostenere che il diritto al confronto abbia natura assoluta e inderogabile sarebbe con- troproducente per i suoi stessi fautori. Muovendo dall’indiscutibile assunto che nessun sistema di giu- stizia penale ha mai interamente rinunciato ai contributi lato sensu «testimoniali» di individui non sot- toposti al confronto con l’imputato, i detrattori di questa garanzia avrebbero buon gioco ad invocare l’argomento letterale secondo cui l’enunciato del diritto al confronto faccia riferimento solo ed esclu- sivamente ai «testimoni» in senso tecnico 38 . Tale approccio è invece censurabile perché disconosce la molteplicità delle situazioni in cui un sapere testimoniale dai contenuti «accusatori» - cioè, più sempli- cemente, sfavorevoli all’imputato - possa essere legittimamente portato alla conoscenza dei giudici o dei giurati, incidendo così nella formazione del loro personale convincimento. Non s’intende dunque contestare che esistano una serie di contro-interessi in potenziale rotta di collisione con il diritto al confronto. Non si tratta di una notazione particolarmente originale, ma è il punto fermo da cui prendere le mosse per ogni ulteriore approfondimento. Si rifletterà ora astrattamen- te su quali siano i valori e i principi che possono fondare una legittima restrizione di diritti individuali fondamentali. Le osservazioni che seguono saranno richiamate nel capitolo II, quando verrà verificata la solidità delle ragioni che sono solitamente invocate per giustificare l’impiego delle dichiarazioni d’accusa dei testimoni «assenti» (cap. II, §6.1), «anonimi» (cap. II, §6.2) e «vulnerabili» (cap. II, §6.3). Si è detto che il riconoscimento di un diritto fondamentale comporta un costo sociale elevatis- simo per l’ordinamento giuridico che lo afferma e si voglia impegnare seriamente per tutelarlo. È que- sta la ragione per cui ogni sistema giuridico limita, con un certo rigore, il catalogo dei diritti fonda- mentali che è disposto a riconoscere ai propri cittadini ovvero a chiunque sia accidentalmente soggetto alla sua giurisdizione. Da almeno un cinquantennio, peraltro, la società occidentale pare aver definiti- vamente riconosciuto il right to confrontation quale diritto naturale di chi sia formalmente accusato della commissione di un reato. 33 «No ifs, buts or ands» ne caratterizzano la formulazione, come sottolineato da A. R. AMAR, Foreword: Sixth Amendment first principles, in George.law journal, 1996, vol. 84, p. 647. Prima dell’approvazione del nuovo art. 111 Cost., esprimeva il dubbio che l’inserimento in Costi- tuzione di formule tanto perentorie «potesse ingessare il sistema processuale penale nell’ossequio a regole assolute, che non consentirebbero alcuna possibilità di bilanciamento rispetto ad altri interessi costituzionalmente rilevanti», V. GREVI, Garanzie soggettive e garanzie oggetti- ve nel processo penale secondo il progetto di revisione costituzionale, in Riv.it.dir.proc.pen., 1998, p. 739. 34 Per alcune considerazioni sull’impiego del termine «facoltà» invece dell’assai più appropriato «diritto» si veda infra, §7.2. 35 In Italia, eventuali compressioni del diritto al confronto trovano una copertura costituzionale nel successivo art. 111 comma 4° Cost., se- condo cui «la legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell’imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita». La dottrina italiana legge tali fenomeni quali forme di contraddit- torio «implicito», «impossibile» o «inquinato», cfr. G. UBERTIS, Giusto processo e contraddittorio in ambito penale, in Cass.pen., 2003, p. 2104 s. Per uno studio approfondito del diritto al confronto nell’ordinamento processuale penale italiano si vedano, infra, §7 e cap. IV. 36 Ex art. 15 Cedu, gli Stati contraenti sono autorizzati ad adottare misure in deroga agli obblighi derivanti dalla Convenzione, previa infor- mativa al Segretariato generale del Consiglio d’Europa, «in caso di guerra o altro pericolo pubblico che minacci la vita della Nazione». I soli articoli non derogabili sono quelli riproducenti i c.d. «diritti intangibili» (secondo la definizione di F. SUDRE, Droit international et européen des droits de l’homme, cit., p. 205) ossia gli artt. 2, 3, 4 commi 1 e 7 Cedu; cfr. infra, cap. III, nota n. 36. 37 Cfr. art. 2 Cedu. Fino all’approvazione del Protocollo 6, relativo all’abolizione della pena di morte, in data 28 aprile 1983, tale norma po- neva una semplice riserva di legge a protezione della vita dell’individuo, legittimando così la pronuncia e l’esecuzione di sentenze capitali a norma delle regole di diritto interno. 38 Come si vedrà, invece, è essenziale che la garanzia del confronto trovi applicazione con riferimento a chiunque rilasci «dichiarazioni te- stimoniali», nel senso precisato nel cap. II, §2.
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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Maffei
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Dottorato in diritto e procedura penale
Anno: 2004
Docente/Relatore: Franco Della Casa
Istituito da: Università degli studi di Genova
Dipartimento: DIPU Dipartimento di diritto pubblico e processual
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 251

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Parole chiave

giusto processo
testimoni anonimi
testimoni assenti
testimoni vulnerabili
diritto penale
diritto al confronto con l'accusatore

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