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Giusto processo e diritto dell'imputato a confrontarsi con l'accusatore

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Capitolo I 10 È decisivo comunque sottolineare che l’affermazione di un diritto fondamentale si risolvereb- be in una formula vuota qualora esso potesse essere sacrificato semplicemente perché, in un caso de- terminato ovvero in una classe di scenari, il costo sociale che a tale diritto si associa non sia politica- mente sostenibile. Ciò negherebbe la natura fondamentale del diritto, contraddicendone in sostanza la stessa affermazione. Solo ed esclusivamente altre ragioni possono attribuire legittimità alla decisione dell’ordinamento di non sostenere il costo sociale associato alla salvaguardia di quello specifico dirit- to. In particolare, tre sembrano essere gli scenari che giustificano la restrizione di un diritto fondamen- tale: (a) quando è dimostrato che, nel caso di specie, i valori protetti dal diritto fondamentale non sono in realtà a rischio, o lo sono solo in forma assolutamente attenuata; (b) quando i diritti fondamentali di altri individui sono con esso in conflitto; (c) quando il costo per la società è talmente elevato da ecce- dere in maniera assolutamente sproporzionata quanto la stessa società aveva previsto di spendere per tutelarlo 39 . I principi appena espressi si adattano con straordinaria semplicità allo studio del right to con- frontation già in questa fase preliminare della trattazione. Si supponga, per un momento, che il diritto al confronto dei testimoni di accusa si sostanzi nel dovere, per le autorità giudiziarie di condurre in giudizio chiunque abbia già deposto a carico dell’accusato di fronte alla polizia, pena l’inutilizzabilità o inammissibilità delle sue precedenti dichiarazioni 40 . La domanda che si pone è la seguente: quali cir- costanze legittimano l’impiego probatorio delle dichiarazioni precedentemente rese se il soggetto non si sia, di fatto, presentato in dibattimento? Nell’esempio, è evidente che il diritto al confronto è stabili- to precisamente per imporre che il testimone (per semplicità, Tizio) sia localizzato e obbligato a com- parire. Giustificare la deviazione affermando che le autorità non sono state in grado di rintracciare Ti- zio non ha senso alcuno perché disconosce che il perseguimento di quell’obiettivo è ragione fondante del riconoscimento di quel diritto. Si considerino ora gli esempi seguenti, tendendo a mente i tre scenari «eccezionali» descritti in precedenza. Può accadere che Tizio abbia già deposto nel contraddittorio delle parti, in un’udienza ad hoc svoltasi prima del processo, su iniziativa delle medesime autorità, preoccupate del fatto che l’esame non sarebbe stato ripetibile in un momento successivo. Nonostante la lettera del diritto non sia rispettata (Tizio non è comparso durante il processo) i valori che esso esprime lo sono, perché è ragio- nevole sostenere che l’accusato abbia avuto un’occasione «adeguata e sufficiente» 41 per confrontarsi con il suo accusatore. È inoltre possibile che, al tempo del processo, Tizio sia in punto di morte e la sua traduzione dall’ospedale al tribunale possa comprometterne definitivamente lo stato di salute: in questo caso, il diritto al confronto dell’accusato dovrà essere bilanciato dalla necessità di proteggere l’aspettativa di Tizio a beneficiare di un trattamento sanitario adeguato. Può inoltre accadere che la magistratura sia riuscita a localizzare Tizio il quale però, malauguratamente, si trovi in un Paese estero non disposto a cooperare alla richiesta di citazione. Non sarebbe sensato sostenere che lo Stato interes- sato alla citazione debba muovere guerra a quel Paese per catturare Tizio e tradurlo in giudizio, perché i costi del conflitto eccedono di gran lunga quelli relativi alla mancata tutela del singolo imputato, né erano ragionevolmente prevedibili quando il diritto al confronto è stato affermato. In casi del genere, dunque, l’eventuale ammissibilità o utilizzabilità delle dichiarazioni rese da Tizio alla polizia non po- trà essere riguardata come violazione del diritto al confronto e l’accusato soffrirà un personale svan- taggio, giustificato dai contro-interessi appena menzionati. Esistono peraltro alcuni opportuni mecca- nismi, di tipo procedurale e sostanziale, che consentono di minimizzare tale svantaggio e sulla disci- plina dei quali ci si soffermerà compiutamente nel prosieguo (cap. II, §5). 39 R. M. DWORKIN, Taking rights seriously, cit., p. 200, l’Autore prosegue affermando che se «la legge di una Nazione assicura un diritto quale fondamentale, la possibilità di deviare da tale diritto resta confinata solamente ai casi in cui si prospetti una ragione eccezionale, che sia in linea con le supposizioni che hanno condotto alla stessa approvazione di quel diritto». 40 Non è il caso, per ora, di dilungarsi sulle svariate modalità di conduzione dell’esame testimoniale né sull’esatto valore probatorio, nei di- versi ordinamenti, di quanto sia stato affermato di fronte ad autorità di pubblica accusa in sede extra-processuale.. 41 È questo, per esempio, il parametro utilizzato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per verificare se sussista una violazione dell’art. 6 comma 3 lett. d) Cedu (cap. III, §5.1).
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Giusto processo e diritto dell'imputato a confrontarsi con l'accusatore

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Maffei
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Dottorato in diritto e procedura penale
Anno: 2004
Docente/Relatore: Franco Della Casa
Istituito da: Università degli studi di Genova
Dipartimento: DIPU Dipartimento di diritto pubblico e processual
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 251

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Parole chiave

giusto processo
testimoni anonimi
testimoni assenti
testimoni vulnerabili
diritto penale
diritto al confronto con l'accusatore

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