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Giusto processo e diritto dell'imputato a confrontarsi con l'accusatore

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Capitolo I 7 Alla riflessione di Ronald Dworkin 22 , in particolare, va il merito di aver dimostrato come, una volta che un ordinamento si sia assunto la responsabilità di garantire al cittadino un diritto «fondamen- tale», tale diritto «vada preso sul serio» 23 , con la conseguenza che ogni sua successiva limitazione ba- sata su un potenziale conflitto con l’«interesse pubblico» sia giuridicamente oltre che politicamente inaccettabile 24 . L’Autore prende le mosse dal riconoscimento che qualunque diritto fondamentale comporta l’insorgere di un’aspettativa del singolo nei confronti della burocrazia governativa (lato sensu conside- rata) del proprio Stato. Tale aspettativa si connota in senso particolarmente forte poiché il carattere fondamentale del diritto impone che la legge lo protegga anche - e anzi, soprattutto - nei confronti del- la maggioranza dei cittadini di quello Stato. In altre parole, la legge deve difendere tale diritto anche qualora, nel caso concreto, la suddetta maggioranza non si riconosca in tale diritto ovvero ne consideri riprovevole l’esercizio. Alcuni esempi chiariscono il concetto. Il cittadino ha diritto ad essere omoses- suale anche se le persone che lo circondano non lo sono, ed anche se la maggioranza dei consociati ri- tiene che tale condizione costituisca una minaccia grave alla pace sociale. Lo storico ha diritto a nega- re l’esistenza dell’Olocausto, nonostante la sua tesi ripugni alle coscienze dell’umanità. A ben guarda- re, l’essenza di un diritto fondamentale è data proprio dalla possibilità di invocarlo ed esercitarlo con- tro l’interesse e l’opinione della maggioranza. Di più: è dovere preciso di ogni struttura istituzionale che proclami il rispetto di un diritto fondamentale proteggerlo anche contro gli interessi della maggio- ranza politico-sociale che, di tale struttura, esprime il governo 25 . Occorre dunque distinguere tra i diritti della maggioranza 26 , che come tali non possono valere quale giustificazione della limitazione dei diritti individuali fondamentali, ed i diritti fondamentali di (altri) singoli membri della comunità 27 , che al contrario possono legittimamente rientrare nella pro- spettiva del bilanciamento 28 . Questi ultimi diritti si distinguono dai precedenti perché il cittadino è au- torizzato a richiedere la relativa protezione in quanto singolo, indipendentemente dal fatto che la sua richiesta sia sostenuta da altri. Non è difficile applicare questi assunti in ambiente processuale penale, con particolare riferi- mento al diritto al confronto. È evidente che il singolo cittadino, estraneo alla vicenda processuale, non ha alcun diritto ad impugnare la decisione di un tribunale penale con l’obiettivo di assicurare l’interesse pubblico alla giustizia, laddove egli semplicemente ritenga che giustizia non sia stata fatta. In verità, la stragrande maggioranza dei sistemi contemporanei di giustizia penale non considera op- 22 Non è questa la sede opportuna per illustrare a fondo il pensiero giuridico e politico del filosofo del New England, di cui si è tenuto conto nell’elaborazione dei fondamenti teoretici di questo lavoro. Per un commento introduttivo si rinvia, oltre alle opere citate nel prosieguo, alle riflessioni a suo tempo svolte da G. REBUFFA, Costituzionalismo e giusnaturalismo: Ronald Dworkin e la riformulazione del diritto naturale, in Materiali storia cult.giur., 1980, p. 209-229. In svariati passaggi della sua opera letteraria, DWORKIN espone una teoria costituzionalistica del diritto che riflette le istanze del liberalismo filosofico-politico contemporaneo. Ai fini di questa trattazione, peraltro, è sufficiente osserva- re che l’Autore ridefinisce la c.d. rights thesis, ossia la tesi secondo cui gli individui sono titolari di diritti che precedono il momento delle decisioni politiche e che trovano fondamento in principi soverchianti rispetto agli obiettivi propri di queste ultime; cfr. R. M. DWORKIN, Law’s empire, Harvard univ.press, Cambridge, 1986, p. 355 s. (in italiano, R.M. DWORKIN, L’impero del diritto (trad.it. a cura di L. CARAC- CIOLO), Il saggiatore, Milano, 1989). 23 Cfr. R. M. DWORKIN, Taking rights seriously, Harvard univ.press, Cambridge, 1978, p. 184 s. Il libro è disponibile anche in traduzione ita- liana, cfr. R. M. DWORKIN, I diritti presi sul serio (trad.it. a cura di F. ORIANA), Il Mulino, Bologna, 1982. 24 In casi del genere «la mancata tutela di quel diritto […] dimostrerebbe come il suo previo riconoscimento fosse pura ipocrisia», così R. M. DWORKIN, Taking rights seriously, cit., p. 200. 25 Impareggiabile resta, in proposito, l’insegnamento di A. DE TOCQUEVILLE, De la démocratie en Amérique, Lévy, Parigi, 17 a ed., 1888, vol. III, p. 21: «Pour moi, quand je sens la main du pouvoir qui s’appesantit sur mon front, il m’importe peu de savoir qui m’opprime, et je ne suis pas mieux disposé à passer ma tête dans le joug, parce qu’un million de bras me le présentent» (per la versione in lingua italiana, cfr. A. DE TOCQUEVILLE, La democrazia in America, Utet, Torino, 1884, p. 436). La tesi che afferma che i diritti fondamentali siano, per natura, «anti-maggioritari» non intende con ciò suggerire che essi siano anche «anti-democratici», poiché i testi legislativi che li riconoscono sono essi stessi il frutto di una decisione liberamente assunta con cui lo Stato riduce ovvero elimina la stessa possibilità di operare future compres- sioni di tali diritti, secondo M. LOUGHLIN, Rights, democracy, and law, cit., p. 42. 26 Tale definizione è parzialmente sovrapponibile a quella di «diritti individuali a dimensione collettiva», cui si riferisce F. SUDRE, Droit in- ternational et européen des droits de l’homme, PUF, Parigi, 5 a ed., 1995, p. 175. 27 R.M. DWORKIN, Taking rights seriously, cit., p. 194. 28 I tre scenari teorici che, soli, legittimano una restrizione di diritti individuali fondamentali verranno descritti infra, §2.2.

Anteprima della Tesi di Stefano Maffei

Anteprima della tesi: Giusto processo e diritto dell'imputato a confrontarsi con l'accusatore, Pagina 9

Tesi di Dottorato

Dipartimento: DIPU Dipartimento di diritto pubblico e processual

Autore: Stefano Maffei Contatta »

Composta da 251 pagine.

 

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