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L'information technology nelle compagnie di assicurazione: programmazione di un consulente virtuale

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2. Medio Evo ed Età Moderna fino al 1600 E’ in questa seconda fase che si trovano riferimenti più precisi alla nascita di un vero e proprio contratto di assicurazione che, visto l’intenso sviluppo dei traffici commerciali via mare, inizialmente riguardava soprattutto questo settore. Prime tracce di contratti assicurativi si ritrovano nelle gilde, associazioni germaniche di commercianti diffuse soprattutto nei Paesi del Europa settentrionale e, in generale, in quelli di cultura germanica in cui ogni membro si impegnava a rispettare particolari diritti e doveri. Negli statuti di queste corporazioni era prescritto, ad esempio, che se un membro della gilda avesse perso la nave con tutto il suo carico tutti gli altri componenti dell’associazione avrebbero dovuto coprire il danno o con una parte del loro carico o con un indennizzo di altro tipo. Questa disposizione, però, pur facendo pensare ad un vero e proprio contratto di assicurazione contro i danni, non si basava ancora su calcoli di probabilità, né prevedeva il pagamento di un premio. Per sentir parlare di qualcosa di molto più vicino a un’assicurazione, bisogna rivolgersi alla storia italiana dell’età dei Comuni, periodo in cui si era avvertito il bisogno di riorganizzare le risorse interne in seguito alle terribili invasioni barbariche. Un forte impulso alla ricostruzione giunse dal commercio marittimo che si intensificò al punto da spingere i commercianti a ricorrere al cosiddetto “cambio marittimo” per trasferire a terzi i potenziali rischi derivanti dal trasporto delle merci. Il commerciante che voleva avvalersi di questa possibilità doveva prendere a prestito una somma qualsiasi, a interessi molto alti e fu forse questo il motivo per cui Papa Gregorio IX, nel 1237, condannò ufficialmente questa pratica tacciando di usura chi concedeva il cambio. Dopo tale condanna, i commercianti crearono al primo embrione del contratto di assicurazione che si presentava, all’inizio, in due formule: “a salvo in terra”, attraverso cui il venditore si assumeva un potenziale rischio garantendo la merce all’acquirente e “a rischio di mare e di gente”, con cui il venditore faceva gravare sull’acquirente tutto quanto poteva accadere alla merce in corso di navigazione. Da questo momento in poi si inizia a parlare di premio, ossia di un compenso pagato per coprire tutti i rischi corsi da un venditore in fase di trasporto della merce ad un acquirente. In un primo tempo, gli assicuratori furono gli stessi proprietari delle navi su cui avveniva il trasporto delle merci e il contratto di assicurazione era incluso in quello di noleggio; i contratti, inoltre, erano stipulati verbalmente o, al massimo, mediante scrittura privata e solo in secondo tempo fu imposto l’obbligo della stipulazione in forma pubblica, alla presenza di un notaio o attraverso atti privati cui doveva seguire la registrazione presso un apposito ufficio. I primi usi commerciali di queste forme di assicurazione comportavano un interesse diretto, da parte dell’assicurato, alla conservazione della merce e per questo gli

Anteprima della Tesi di Giorgia Costa

Anteprima della tesi: L'information technology nelle compagnie di assicurazione: programmazione di un consulente virtuale, Pagina 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giorgia Costa Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

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