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The Shining e la sua organizzazione spazio-temporale

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10 dalla macchina da presa. Naturalmente il regista non si accontenterà di un operatore qualsiasi, ma vorrà lo stesso Garret Brown a muovere la Steadicam. L’inventore e la sua invenzione. Intanto il regista riceveva quotidianamente romanzi e racconti, che egli leggeva nella ricerca di un nuovo soggetto da realizzare. Tra questi c’era anche Super Toys Last All Summer Long scritto da Brian Aldiss nel 1969, che resterà un altro dei suoi progetti incompiuti, attuato poi nel 2001 da Steven Spielberg, su “elezione”di Kubrick, dopo la morte di questo. Ma era con Stephen King (un altro S.K.) che doveva avvenire l’incontro decisivo, e con un genere cinematografico ben preciso, l’horror. Il cinema dell’orrore aveva avuto una vera e propria rinascita negli anni’70. La Warner aveva offerto a Kubrick la regia di The Exorcist (1973), diretto poi da William Friedkin, uno degli horror di maggior successo di tutta la storia del cinema. Nuovamente la casa di produzione propose al regista di dirigere Exorcist II: The Heretic, che Kubrick astutamente rifiutò, ed infatti il film, diretto nel 1977 da John Boorman fu un clamoroso insuccesso commerciale, pur essendo interessante. Ciò nonostante, l’idea di realizzare “il film più pauroso della storia 10 ” continuava ad allettarlo. Questo almeno per due ragioni. La prima, più personale, era la possibilità di dissezionare nuovamente un genere, per sottoporlo ad una originale disamina, evidenziandone e tradendone i principali cliché. La seconda, più evidente, era l’occasione di realizzare quel successo commerciale che Barry Lyndon gli aveva precluso. Nel 1977 ricevette da John Calley, per conto della Warner, le bozze di stampa di The Shining, che era l’opera più ambiziosa di King pubblicata fino ad allora. Lo scrittore americano aveva infatti dato alle stampe solamente tre libri: Carrie, da cui Brian De Palma aveva tratto un buon film, Carrie, nel 1976; Salem’s Lost, la cui versione cinematografica, diretta da Tobe Hooper, uscì nel 1979, durante la lavorazione del film di Kubrick e, con lo pseudonimo di Richard Bachman, The Long Walk. Kubrick lesse il romanzo e ne fu entusiasta. Come disse in un’intervista a Michel Ciment “Mi sembrò una delle più ingegnose ed emozionanti storie del genere che avessi mai letto 11 ”. 10 J.Baxter, op.cit, p.354 11 M.Ciment, op.cit., p.185

Anteprima della Tesi di Simone Parnetti

Anteprima della tesi: The Shining e la sua organizzazione spazio-temporale, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simone Parnetti Contatta »

Composta da 321 pagine.

 

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