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La nuove espansione produttiva come effetto indotto del prolungamento della A31 Valdastico Sud. Uno studio territoriale

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Istituto Universitario di Architettura di Venezia Corso di Laurea in Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale La nuova espansione industriale come effetto indotto del prolungamento della A31 Valdastico:uno studio territoriale _____________________________________________________________________________________________________ 9 dovrebbe attivare una rete di relazioni per contenere il problema, per meglio organizzare le inevitabili espansioni. Mi sembra utile inserire qui un’altra dichiarazione molto attinente: “i sindaci del nostro territorio hanno grosse responsabilità, dal momento che ragionano solo in termini comunali, ignorando il vocabolo sistema. Ognuno di loro cerca di fare il proprio interesse. Per quanto riguarda ad esempio le aree, noi imprenditori non le vogliamo da ogni parte come si vuol far credere: sono i sindaci che le propongono per ragioni evidenti. Noi, semmai, abbiamo il problema della manodopera che non si trova. E’ pertanto inutile creare nuove fabbriche se la disoccupazione è al 2%. Se si progettano nuovi insediamenti produttivi, il ricorso alla manodopera straniera è d’obbligo. Allora bisognerà prima di tutto chiedere ai cittadini se sono d’accordo e poi costruire alloggi per extracomunitari, asili, scuole e, se necessario, moschee. Di conseguenza, se manca la manodopera, è del tutto inutile progettare nuove aree produttive, ma caso mai prediligere una produzione di qualità e non di quantità” (Renzo Belcaro, Presidente Regionale Associazione Piccola Industria e Vicepresidente Nazionale CONFAPI, novembre 2002). Questa nuova infrastruttura appare come un affare in mano a pochi: la presenza di caselli di uscita a pochi chilometri uno dall’altro è un altro punto a favore delle nuove zone produttive che sorgeranno, poiché avranno una buona accessibilità e dei buoni collegamenti una con l’altra. Chi ci rimette senza dubbio è la popolazione in generale, poiché si vedrà portare via una grande quantità di terreno agricolo di una certo pregio, e la devastazione di un paesaggio che presenta peculiarità non riscontrabili in altre zone: si ricorda la presenza dei Colli Euganei e dei Monti Berici, e di un corridoio tra questi due rilievi caratterizzato da una produzione agricola degna di tutela e valorizzazione (che non sarà possibile dal momento in cui il tracciato passa proprio in questo corridoio!!). Non ci si può certo affidare alla speranza che non avvengano le espansioni in tutto il territorio: basti pensare al contesto in cui siamo, alla già altissima diffusione edilizia presente su tutto il territorio, al ricco Nordest che non si ferma, per anticipare con amarezza (e senza troppi sforzi) che l’espansione si avrà (è già in atto), eccome! Tutto il processo può essere riassunto in tre passaggi (CERTU 2 , 1999): MESSA IN ATTO DELL’OPERA → CAMBIAMENTO DEI COMPORTAMENTI → MODIFICAZIONE DELLE STRUTTURE SPAZIALI. 2 CERTU: Centre d’études sur les réseaux, les transports, l’urbanisme et les constructions publiques, di Lione.

Anteprima della Tesi di Irene Moretto

Anteprima della tesi: La nuove espansione produttiva come effetto indotto del prolungamento della A31 Valdastico Sud. Uno studio territoriale, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Pianificazione del Territorio

Autore: Irene Moretto Contatta »

Composta da 235 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.