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Il contributo dei fattori intangibili nella valutazione d'impresa

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Capitolo 1. I Principali Metodi di Valutazione d’Impresa 8 Secondo Zappa, la stima del valore del capitale economico d’impresa deve soddisfare tre requisiti: - la razionalità, in termini di consistenza teorica e validità concettuale; - l’obiettività, che è garantita solo dall’utilizzo di dati certi; - la generalità: il metodo deve prescindere dalle caratteristiche e dagli interessi delle parti. Il principio di generalità esige che nella valutazione del capitale economico di un’impresa non si tenga conto di interessi particolari. Il valore del capitale economico è determinato, per definizione, nell’ipotesi di scambio. Pertanto, è opportuno evidenziare i fattori che determinano l’esistenza di un divario, almeno dal punto di vista teorico, tra il valore del capitale economico ed il prezzo che viene effettivamente corrisposto per l’impresa. In primo luogo, tale differenza può essere imputata agli interessi particolari ed ai calcoli di convenienza del venditore e dell’acquirente, che influenzano il prezzo ma non il capitale economico, come prescritto dal principio di generalità. Inoltre, nel processo di determinazione del prezzo emergono delle condizioni soggettive di valutazione, assenti nella stima del valore del capitale economico. Tra di esse possono annoverarsi le asimmetrie informative, la forza contrattuale e l’abilità di negoziazione delle parti, o la divergenza di posizione dei soggetti coinvolti, che può portare l’acquirente ad acquistare l’azienda ad un prezzo superiore al capitale economico per ottenere una nuova posizione sul mercato, ad esempio attraverso l’ingresso in un nuovo settore. Infine, il divario tra prezzo e valore del capitale economico d’impresa è spesso rilevante in un contesto caratterizzato da una significativa dissociazione tra proprietà e controllo di un’impresa. In tale situazione, infatti, la divergenza tra gli interessi (economici e non economici) personali del management e quelli dei proprietari dell’impresa può portare i manager ad intraprendere un’operazione di merger ed acquisition solo per soddisfare i propri bisogni di status, prestigio e potere, anche se il prezzo corrisposto supera il valore economico dell’impresa acquisita. Questo problema è stato affrontato da Jensen e Mecling (1976) che, nel loro modello del valore del controllo dimostrano che la convenienza all’estrazione di benefici privati da parte dei soggetti controllanti (i manager) aumenta al crescere della separazione tra proprietà e controllo, poiché il management ha la possibilità di scaricare, in parte, il costo dell’estrazione dei benefici privati sugli azionisti terzi.

Anteprima della Tesi di Claudia Pellegrini

Anteprima della tesi: Il contributo dei fattori intangibili nella valutazione d'impresa, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Claudia Pellegrini Contatta »

Composta da 298 pagine.

 

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