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Peter Bauer: la rivalutazione di un approccio liberista ai problemi del sottosviluppo e del ruolo degli aiuti internazionali

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13 oppositori, ha sempre scelto esempi di paesi che, o per le risorse naturali (es. oro in Africa) o per le opportunità di mercato (es. commercio della gomma in Malesia) prima o poi avrebbero attratto, in ogni caso, capitale straniero. Questo flusso di fondi avrebbe permesso in seguito l’avvio di una crescita autonoma. Ciò che Bauer ha dimenticato è che si tratta di casi particolari, di eccezioni che non possono trovare conferma nella maggioranza dei LDCs. Ad esempio, afferma Lipton in Pioneers in Development (Meier e Seers, 1984), le ex colonie dell’Africa occidentale di cui parla Bauer, o la Malesia, hanno ricevuto ingenti finanziamenti occidentali tra il 1900 e il 1940. Questo ha permesso ai produttori e ai commercianti locali di dare inizio allo sviluppo del proprio paese. Inoltre, continua Lipton, Bauer non ha tenuto conto del fatto che la crescita demografica in questi territori, seppur sostenuta, non ha raggiunto i livelli impressionanti dei LDCs più poveri. ******* Nel terzo capitolo viene affrontato il tema fondamentale delle teorie di Bauer: gli aiuti esteri ai paesi in via di sviluppo. Egli si è sempre posto in una posizione controcorrente rispetto alla maggioranza degli altri accademici, ma anche rispetto alla generale opinione condivisa dalla comunità occidentale. In particolar modo, Bauer si pone in forte contrapposizione con le idee della World Bank in materia di sviluppo. Per prima cosa ho cercato di fornire un quadro storico (par.3.1) sufficientemente dettagliato in cui poter collocare una figura così estrema come quella di Bauer. L’economia dello sviluppo, infatti, nasce a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, anche se sono gli anni del processo di decolonizzazione, quelli che realmente hanno segnato il punto di partenza del dibattito in fatto di aiuti finanziari ai LDCs. Contemporaneamente la spaccatura ideologica connessa alla Guerra Fredda ha costretto le ex-colonie a fare una scelta di campo. La principale corrente di studio (par.3.2) dell’epoca, che ha avuto sostenitori fino ai giorni nostri, riteneva che gli aiuti stranieri, quasi esclusivamente sotto forma di trasferimenti di denaro, fossero indispensabili e soprattutto non eliminabili. Tale opinione derivava dalla convinzione che non esistesse alcun altro modo per permettere il take-off delle economie dei paesi del Terzo Mondo. Affidarsi al ruolo del mercato e al

Anteprima della Tesi di Francesca Costantini

Anteprima della tesi: Peter Bauer: la rivalutazione di un approccio liberista ai problemi del sottosviluppo e del ruolo degli aiuti internazionali, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesca Costantini Contatta »

Composta da 203 pagine.

 

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