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Peter Bauer: la rivalutazione di un approccio liberista ai problemi del sottosviluppo e del ruolo degli aiuti internazionali

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16 accesi dibattiti che si sono verificati tra i sostenitori delle due tesi. Si tratta del caso dell’industria degli anacardi in Mozambico (par.3.8). Personalmente ritengo tale esempio una interessante verifica di come sia stata possibile l’applicazione ex post di quanto suggerito da Bauer. Il 19 Aprile 2000 un articolo di Paul Krugman difendeva la Banca Mondiale dalle numerose critiche che le erano state mosse contro dopo che essa aveva caldamente suggerito la liberalizzazione delle esportazioni degli anacardi, realizzatasi nel 1995. Secondo il movimento no global, di cui si è fatto portavoce Naiman, l’eliminazione delle barriere tariffarie, al contrario, ha impedito lo sviluppo dell’industria di trasformazione all’interno del paese. Per questo motivo gli oppositori del libero scambio hanno giudicato l’intervento della Banca Mondiale come un’ingerenza delle autorità internazionali nell’economia di un LDC e l’hanno bollato come fortemente anti-democratico. Rodrik et al.(2002b), sulla base di uno studio approfondito sulle conseguenze dell’apertura del settore degli anacardi al commercio internazionale, conclude che i benefici di questo maggior orientamento al mercato possono essere stimati come lo 0,14% del Pil del Mozambico. Questo incremento, pari a 5,30$ all’anno per contadino, è interamente controbilanciato dai maggiori costi di disoccupazione urbana. Sembra quindi che la politica economica consigliata dagli organismi istituzionali sia stata un fallimento. Ciò è dovuto al fatto che la Banca Mondiale non ha tenuto conto di alcuni problemi fondamentali come le imperfezioni del mercato (marketing multilivello / monopsonio indiano) e la scarsa credibilità della riforma suggerita. Tornando alle teorie di Bauer, il suo pensiero può essere dunque sintetizzato nella catena causale secondo la quale il libero scambio aiuta la crescita economica e la crescita riduce la povertà. Si viene cioè a creare quel circolo virtuoso, innescato dal commercio, che funge da motore dello sviluppo. Non è quindi vero che gli aiuti stranieri (par.3.5 e par.3.9) siano responsabili, da soli, delle migliori performaces economiche di una nazione. Per prima cosa vi devono essere dei pre-requisiti indispensabili come l’apertura al commercio e una politica economica virtuosa; secondariamente si può eventualmente far ricorso a finanziamenti dall’estero. Questa titubanza di Bauer ad accettare l’uso delle sovvenzioni nasce dalla convinzione che i trasferimenti di ricchezza gratis, o quasi, creino anomalie: ad esempio spesso vengono finanziati governi che sono fortemente ostili all’Occidente (es. nel 1982, la Gran Bretagna, nonostante fosse in corso la guerra delle Isole Falklands, non potè ritirarsi dal piano di

Anteprima della Tesi di Francesca Costantini

Anteprima della tesi: Peter Bauer: la rivalutazione di un approccio liberista ai problemi del sottosviluppo e del ruolo degli aiuti internazionali, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesca Costantini Contatta »

Composta da 203 pagine.

 

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