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La fusione nella riforma del diritto societario

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16 Con l’espressione fusione s’indica, nel significato usuale del termine, il riunirsi o l’assimilarsi. Giuridicamente, la fusione può essere definita come “l’unificazione di due o più società in una soltanto” 26 o come “uno strumento giuridico per realizzare una unione di persone e di beni” 27 o ancora, come “la compenetrazione in un’unica organizzazione sociale di più organizzazioni autonome” 28 . Allo scopo di darne una definizione maggiormente accurata però, è necessario rifarsi agli art. 3 e 4, comma uno, della terza direttiva Cee 29 . “La fusione mediante incorporazione” - recita la disciplina comunitaria - “è l’operazione con la quale una o più società, tramite uno scioglimento senza liquidazione, trasferiscono ad un’altra l’intero patrimonio attivo e passivo, mediante l’attribuzione agli azionisti della o delle società incorporate, di azioni della società incorporante”, mentre “la fusione mediante costituzione di una nuova società, è l’operazione con la quale più società, tramite il loro scioglimento senza liquidazione, trasferiscono ad una società che esse costituiscono, l’intero patrimonio attivo e passivo, mediante l’attribuzione ai loro azionisti, di azioni della nuova società”. In queste definizioni, secondo Buttaro 30 , sono chiaramente evidenziabili le caratteristiche della fattispecie in oggetto: 1) Lo scioglimento senza liquidazione; 2) Il trasferimento dell’intero patrimonio attivo e passivo; 3) L’acquisto della qualità di socio della società incorporante o di quella risultante dalla fusione, da parte di tutti i soci della società incorporata o di quelle partecipanti. Un altro dato che sembra rivestire una certa importanza, è, che per effetto della fusione, lo scopo delle società che si sono fuse diventa unico, mentre l’oggetto sociale, con cui lo scopo non và confuso, può, anche se non deve necessariamente, essere il medesimo. 26 F. Di Sabato, Manuale delle società, pag. 757. 27 L. Buttaro, Considerazioni sulla riforma della disciplina delle fusioni, pag. 577-8. Secondo quest’ultimo, tra l’altro, affinché si possa effettivamente parlare di fusione, è necessario che sussistano entrambi gli elementi contemplati nella sua definizione, ovvero sia l’unificazione dei patrimoni che delle compagini sociali. 28 G. Ferri, Le società, pag. ?. 29 A seguito dell’emanazione della terza direttiva comunitaria, relativa alle fusioni delle società per azioni, il legislatore italiano aveva riscritto la sezione II del capo VIII, ma, contrariamente a quanto previsto dalla direttiva stessa, aveva omesso di dare una definizione di fusione e non aveva limitato la possibilità di fondersi alle sole società per azioni. Per quanto concerne il primo punto, C. Santagata, op.cit., sostenne che la mancata ricezione della nozione di fusione data dalla direttiva sia da considerarsi positivamente, poiché l’assimilazione della fusione stessa a un “trasferimento” avrebbe potuto comportare numerosi problemi. Per quanto riguarda invece, il secondo aspetto, il Ministro di grazia e giustizia, nella sua relazione al d.lgs. 16 gennaio 1991 n.22, sostenne che la nostra tradizione legislativa è orientata nel senso di una disciplina tendenzialmente generale della fusione di società, indipendentemente dal tipo. 30 L. Buttaro, Op. cit., pag. 577-8.

Anteprima della Tesi di Monica Sari

Anteprima della tesi: La fusione nella riforma del diritto societario, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Monica Sari Contatta »

Composta da 196 pagine.

 

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