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Evoluzione strutturale e legislativa del comparto vitivinicolo nazionale: il caso dei vini Doc della Maremma grossetana

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2 produzione media annuale si aggirava sui 40-45 milioni di ettolitri con un consumo interno di 85-90 litri pro capite. Il vigneto occupava allora circa un milione di ettari in coltura specializzata e 2.5 milioni di ettari in coltura promiscua ed il vino si vendeva a 4-6 mila lire/hl (90-150 mila lire del 1998). A quegli anni seguì una fase altamente positiva per la vitivinicoltura italiana che si arrestò poi verso la metà degli anni 70 per iniziare a seguire un trend negativo riassumibile con eccedenze produttive, calo dei consumi interni, riduzione dei prezzi e ridimensionamento delle superfici vitate. Attualmente il vigneto italiano ricopre circa 800.000 ettari della superficie agricola con una riduzione di 440.000 ettari dal 1970 al 1999, i consumi interni si sono attestati nel 1996 sui 45 litri pro capite, il vino si vende a prezzi molto variabili in funzione del colore e della qualità a prezzi comunque non allettanti, la PLV viticola si attesta nel 1998 sui 7.095 miliardi di lire pari all’8.7% della PLV totale dell’agricoltura italiana e la produzione media annuale si aggira sui 58 milioni di ettolitri. Tuttavia attualmente grazie al notevole successo delle esportazioni vinicole italiane e all’arresto del calo dei consumi interni, maggiormente rivolti verso i vini di qualità, per il settore potrebbero ipotizzarsi scenari abbastanza positivi, soprattutto per quei territori che hanno saputo legare la produzione del vino alle tradizioni locali ed al nuovo enoturismo puntando sulla genuinità e qualità dei prodotti agricoli tra i quali il vino funziona come prodotto “di trascinamento. Un esempio concreto è rappresentato dal recente successo del settore agrituristico del territorio senese e toscano in generale, sicuramente promosso in parte dalle bottiglie di Chianti o Brunello di Montalcino sparse in tutte le enoteche e supermercati del mondo che hanno suggerito al consumatore, grazie alla qualità, un interesse particolare per certi territori e la voglia di visitarli e consumare il vino lì dove viene prodotto. Ovviamente per il rilancio del settore non è necessario solamente l’elevata qualità del prodotto vino ma sono necessari anche sforzi del legislatore, delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni, volti a tutelare il prodotto dalla concorrenza – a volte sleale – dei Paesi terzi e a contribuire al suo sviluppo grazie all’erogazione di finanziamenti pubblici mirati alla ristrutturazione e

Anteprima della Tesi di Stefano Brinzaglia

Anteprima della tesi: Evoluzione strutturale e legislativa del comparto vitivinicolo nazionale: il caso dei vini Doc della Maremma grossetana, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze economiche e bancarie di Siena

Autore: Stefano Brinzaglia Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

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