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Le dinamiche di relazione familiare nella serie televisiva ''I Soprano''

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8 L’uomo cerca nella vita beni superiori che lo appaghino nel profondo e gli facciano provare la beatitudine. Si consideri l’origine etimologica del termine: beo, beare, beatum significa colmare, riempire, non permettere che manchi qualcosa. 9 È interessante ricordare, a questo proposito, come, secondo Platone, simbolo antropologico per eccellenza fosse Éros, figlio di pénia e póros. 10 Éros indica una mancanza, e dunque il motivo per cui l’uomo cerca la comunione con gli altri è che egli ha bisogno di completarsi. Tuttavia, osserva Chalmeta, si potrebbe obiettare che una definizione di felicità come di qualcosa che appaga l’essere umano, rende l’uomo una creatura egoista, tesa alla ricerca di una soddisfazione personale. Indubbiamente un amore umano che sia puramente disinteressato è impossibile, ma questo perché la nozione di felicità va intesa in una duplice accezione: il soggetto cerca di realizzare sì il bene per se stesso, arricchendo la propria persona, ma allo stesso tempo coinvolge le altre persone – le persone amate – nella sua azione: […] Tutti gli uomini nell’amare partono dall’amore di sé e in funzione di se stessi amano ogni altra cosa […]. 11 In ogni uomo esiste un amore naturale di sé, “un desiderio, ineludibile e irrinunciabile, di conservare il proprio essere e di svilupparlo perfettivamente fino ad attingerne il culmine” 12 , ed in questo consiste la felicità per l’uomo. Ma per la natura relazionale e dialogica dell’uomo, l’uomo non può attingere la felicità se non nel rapporto con le altre persone, cioè nella consapevolezza di aver attuato la felicità di quelli che George Herbert Mead chiama gli “altri significativi” 13 , amando le persone che lo circondano non per il piacere, il benessere, la pienezza, la letizia che gli possono procurare, ma per se stessi, per la dignità della loro persona. È questo quello che insegna il cosiddetto “principio personalista”, che impone di amare gli altri come fini e mai come mezzi: 9 Cfr. Ibidem, nota 20. 10 PLATONE, Convivio, 203b, cit. in PALUMBIERI, L’uomo …p. 27. Cfr. anche GIANFRANCO BETTETINI, FAUSTO COLOMBO, Eros, memoria, civiltà : saggi sui media, Costa & Nolan, Genova 1999, pp. 27-37. 11 S. AGOSTINO, cit. in CHALMETA, Etica applicata…, p. 38, nota 3. 12 MELENDO, Otto lezioni…, p. 171. 13 GEORGE HERBERT MEAD, Mind, Self and society, Chicago University Press, Chicago 1934; trad. it. Mente, sé e società. Dal punto di vista di uno psicologo comportamentista, Barbera, Firenze 1966, cit. in CHARLES TAYLOR, The Malaise of Modernity, Canadian Broad. Corp. 1991; trad. it. Il disagio della modernità, Laterza, Roma-Bari 1999, p. 39.

Anteprima della Tesi di Roberta Vitale

Anteprima della tesi: Le dinamiche di relazione familiare nella serie televisiva ''I Soprano'', Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Roberta Vitale Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

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