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La questione dell’analogia in M. Heidegger

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1 I N T R O D U Z I O N E Il problema del cominciamento “Proprio così bisogna parlare, Teeteto, con coraggio, piuttosto che esitare, come facevi prima, a rispondere. Se, infatti, ci compor- tiamo così, delle due l’una: o troveremo ciò a cui aspiriamo, o saremo meno convinti di sa- pere ciò che non sappiamo affatto. Ed anche un tale guadagno non sarebbe da disprezzare” (Platone, Teeteto, 187 b) Questo lavoro si propone di offrire un contributo alla chiarificazione di Essere e tempo, l’opera di Heidegger che, a motivo della sua incompiutezza e del suo collocarsi all’inizio di un cammino di pensiero che porterà il suo autore a revo- carne il «risultato», è tutt’oggi oggetto di controversia. In particolare, il dibattito intorno a questa ricerca investe direttamente il suo intento fondamentale che, ci sembra di poter affermare senza timore di essere smentiti, non è stato ancora de- bitamente posto in luce. In effetti, benché oggi disponiamo di un quadro molto più ricco del primo periodo del lavoro di Heidegger, grazie all’edizione di nume- rosi corsi universitari compresi nel decennio 1919-1929, appare incompresa la necessità di tentare di comprendere l’opera del 1927 i n b a s e a s e s t e s s a, vale a dire, all’interno di un’interpretazione che tenga conto principalmente delle nuove basi testuali senza intrecciare nella discussione – o comunque facendolo il meno possibile – testi e questioni relative alla «svolta». Del resto, l’adozione di una linea interpretativa che metta al centro Essere e tempo e muovendo dall’interno tenti di interpretarlo, ci sembra perfettamente coerente non solo con gli espliciti e meno espliciti suggerimenti ermeneutici lasciatici in merito da Heidegger – per esempio, la decisione di inaugurare l’edizione definitiva delle sue opere con il corso del semestre estivo del 1927 I problemi fondamentali del- la fenomenologia – ma, ancor prima, con l’esigenza di fornire un’analisi dei testi che sia nello stesso tempo filologicamente corretta e interpretativamente adegua- ta. Abbiamo condotto queste brevi considerazioni di carattere critico allo scopo di portare la nostra ricerca di fronte al suo primo e fondamentale problema: quello del c o m i n c i a m e n t o. Infatti, soltanto con la sua soluzione, quanto siamo venuti dicendo circa la linea interpretativa da adottarsi in vista di una compren- sione adeguata di Essere e tempo assumerà la determinatezza positiva che ancora le manca. Ora, cos’è richiesto affinché un domandare possa porsi in quanto ri- cercare e in tal modo iniziare effettivamente a muovere verso ciò di cui doman- da? L’interpretazione dev’essere mossa e guidata dalla forza di un’idea illuminante e anticipa- trice. Soltanto in virtù di tale idea, un’interpretazione può osare l’impresa, ognora temera- ria, di affidarsi all’impulso che agisce nell’intimo di un’opera, per essere aiutata a pene- trare il non detto e forzarla ad esprimerlo. E’ questa una via, per la quale la stessa idea di- rettrice giunge a rivelarsi pienamente, manifestando il proprio potere di chiarificazione 1 . 1 HGA III, § 35, p. 173.

Anteprima della Tesi di Daniele Pelini

Anteprima della tesi: La questione dell’analogia in M. Heidegger, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Daniele Pelini Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

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