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La questione dell’analogia in M. Heidegger

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13 realizza nella forma più grandiosa” 34 , “muove entro una completa mancanza di comprensione ed un totale fraintendimento” 35 dei problemi lasciati irrisolti da Aristotele e dal medioevo. Lo scopo dichiarato del primo paragrafo di Essere e tempo è quello di intro- durre al problema del rapporto fra essere e tempo mostrando il fatto che e le ra- gioni per cui la questione del senso dell’essere versa in uno stato di dimentican- za 36 . La nostra interpretazione ha evidenziato che quest’oblio è da intendere in senso più preciso come oblio della domanda sull’unità dell’analogia. Nonostante la parola ‘analogia’ non compaia in nessuno dei titoli degli ottantatré paragrafi che compongono l’opera – né in alcun titolo di capitolo, sezione o parte –, se si raffrontano, come abbiamo fatto, i passi tratti dal trattato del 1927 con le tesi delle lezioni universitarie coeve, quelle che sembrano mere osservazioni inci- dentali si trasformano in indicazioni preziose sull’impostazione della domanda sull’essere negli anni 1915-1929. Sopra, abbiamo visto come ancora nell’estate del 1926, nel corso di un’interpretazione della Metafisica di Aristotele che rical- ca la struttura della dissertazione di Brentano, Heidegger – che aveva già conclu- so e dato alle stampe le prime due sezioni della prima parte di Essere e tempo ed era ancora impegnato nei lavori relativi all’ultimazione della terza sezione che gli premeva concludere 37 – affermi il carattere altamente enigmatico del feno- meno del significare analogo. Anche la Vorlesung del semestre invernale 1924/25 – oltre, come abbiamo visto, a quelle del SS 1925 e del SS 1928 – ac- cenna al problema nel corso di un’analisi dei significati della parola λ⌠γος mol- to simile a quella che compare nel paragrafo settimo di Essere e tempo: λ⌠γος “significa ℜν⟨λογον, «cor-rispondente», il corrispondente, il corrispondere co- 34 HGA XXIV, p. 10 [15]: “Noi ora affermiamo che l’essere è l’autentico e unico tema della fi- losofia. Non si tratta di una nostra scoperta: questa posizione tematica viene in luce già agli inizi della filosofia, nel mondo antico, e si realizza nella forma più grandiosa con la logica hegeliana. […] Filosofia è interpretazione teoretico-concettuale dell’essere, della sua struttura e delle sue possibilità”. Cfr. ivi, p. 19 [28]: “La filosofia come scienza dell’essere si distingue fondamental- mente, quanto al suo metodo, da ogni altra scienza. […] Nell’ontologia si deve cogliere e conce- pire l’essere percorrendo la via del metodo fenomenologico. Bisogna però osservare che, se la fenomenologia è divenuta oggi viva e vitale, non per questo ciò che essa cerca e vuole non era già vivo e vitale fin dagli inizi della filosofia”; HGA XXVI, pp. 28; 34: “La filosofia è quindi scienza dell’essere; in quanto si affatica intorno alla comprensione e determinazione concettuale, intorno al λ⌠γος dell’′ν ©ν, essa è ontologia. […] La filosofia è conoscenza concettuale rigo- rosa dell’essere”. 35 HGA XIX, p. [223]: “Die ganze Hegelsche »Logik« bewegt sich in einem vollständigen Un- und Mißverständnis aller dieser Fragen [L’intera Logica di Hegel muove entro una completa mancanza di comprensione ed un totale fraintendimento di tutte queste questioni]”. 36 HGA II, § 6, p. 78 [21-22]: “All’inizio (§ 1), è stato mostrato che il problema del senso dell’essere, non soltanto non è stato risolto né adeguatamente formulato, ma è caduto nell’oblio, nonostante tutto l’interesse per la «metafisica»”. 37 Il fatto che l’elaborazione di Essere e tempo fosse nell’estate del 1926 in uno stato molto a- vanzato è attestato da almeno due lettere che Heidegger scrisse rispettivamente a H. Arendt l’8 maggio 1925 e a E. Blochmann il 22 dicembre 1926. Nella prima egli afferma: “I contenuti delle mie lezioni li pubblico in autunno, e tu riceverai una copia del trattato”, M.H.-H.A., p. 19; nella seconda egli fornisce un’indicazione temporale ancora più precisa: “E invece mi trovo qua – sul capitolo di transizione. Il lavoro del semestre mi ha tolto la giusta concentrazione. I giorni di fe- rie devono fruttare, entro la fine dell’anno vecchio la conclusione”, M.H.-E.B., p. 39. Cfr. anche E. Husserl, Per una fenomenologia della coscienza interna del tempo, a cura di A. Marini, Fran- co Angeli, Milano 1998, p. 21: “Nell’aprile 1926, Husserl propose a M. Heidegger di occuparsi delle sue ricerche sulla «Fenomenologia della coscienza interna del tempo» […]. Husserl e Hei- degger trascorsero allora entrambi le ferie di primavera a Todtnauberg, nella Selva Nera badense. In questa occasione Heidegger mostrò a Husserl il manoscritto, quasi terminato, della sua opera Essere e tempo che intendeva dedicargli”.
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La questione dell’analogia in M. Heidegger

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Pelini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Francesco Saverio Trincia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 137

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