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La questione dell’analogia in M. Heidegger

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5 testo in esame presenti «il problema della metafisica» come interrogazione in- torno a un “significato guida fondamentale” non può in nessun modo essere sot- tovalutato, dal momento che questa formulazione, assunta in senso f o r m a l e, risulta identica alla tesi di fondo della dissertazione su Aristotele, che potrebbe essere così riassunta: la metafisica in quanto scienza che tratta dell’essere nei suoi diversi significati – vale a dire, in quanto dottrina delle «categorie» – è pos- sibile soltanto in quanto questi fanno riferimento a un medesimo concetto come termine; l’orizzonte entro cui si mantiene la comprensibilità dell’espressione ge- nerale «essere» è costituito da un significato fondamentale, un senso arcontico 11 . Allora, se così stanno le cose, possiamo assolvere il compito innanzi a cui il problema del cominciamento ci aveva posto ed elaborare espressamente il filo conduttore della nostra ricerca. Tutte le tracce che abbiamo raccolto sembrano convergere nella medesima direzione e indicare che il “problema conduttore” 12 dell’analitica esistenziale, “che concerne il senso dell’essere in generale” 13 , è i m p o s t a t o come r i p e t i z i o n e della domanda aristotelica sull’unità dell’analogia 14 . Ogni dire dell’essere (ontologia) deve avere presso di sé e in sé il dire del tempo: la ricerca su Essere e tempo, mira a svelare il concetto di tem- po come quel primo uno rispetto al quale i differenti significati racchiusi nell’«è» risultano fondabili 15 . Allo stato attuale della nostra ricerca, la tesi cui siamo giunti appare necessa- riamente dogmatica e bisognosa di chiarimento. Come vedemmo all’inizio, essa potrà insediarsi nella sua legittimità filosofica soltanto qualora l’interpretazione accetti il rischio di «ripetere» il «non detto» dell’indagine su Essere e tempo. Ora, se ciò n o n significa che noi pretendiamo di comprendere Heidegger me- glio di quanto egli stesso non si sia compreso – evidenziando così la presenza di “una problematica che gli era estranea, per quanto condizionante” 16 –, in che senso la nostra interpretazione si qualifica come «ripetizione» della ricerca onto- apparso in AA.VV., Phänomenologie – Lebendig oder Tod?, Karlsruhe 1969, non siamo riusciti a scoprire l’anno in cui fu effettivamente scritto da Heidegger. 11 Sul tema, si veda F. Volpi, Heidegger e Aristotele, Daphne, Padova 1985, pp. 48 sg.: “Brenta- no, avendo interpretato l’unità dell’analogia in senso forte, ritiene possibile una deduzione o ‘di- visione’ delle categorie [...] È questo il punto cruciale e al tempo stesso la nota più originale dell’interpretazione brentaniana della dottrina delle categorie, nella quale l’accentuazione dell’unità analogica dell’essere e il tentativo di una deduzione sistematica delle categorie vanno di pari passo. […] È probabilmente questo l’aspetto della trattazione brentaniana del problema dell’essere in Aristotele che più di altri incide tematicamente sulla formazione filosofica di Hei- degger”. Pur concordando senz’altro con queste tesi, riteniamo che Volpi sia in errore quando – sulla base di un successivo scritto di Brentano (Kategorienlehre, introduzione e note di A. Kastil, Meiner, Leipzig 1933) – interpreta la dissertazione del 1862 come una ricerca nella quale è rifiu- tata la teoria dell’analogia in favore di una soluzione univocistica del problema dell’essere; cfr. F. Volpi, Heidegger e Brentano. L’aristotelismo e il problema dell’univocità dell’essere nella formazione filosofica del giovane Martin Heidegger, Cedam, Padova 1976, particolarmente cap. II-III. 12 HGA II, § 5, p. 73 [17]. 13 Ibid. 14 “La domanda sull’essere stesso, formulata ancora secondo la metafisica di Aristotele, sulla quale ebbi modo di fermarmi a lungo a riflettere (tra il 1920 e il 1922), l’ho lasciata da parte, a cielo aperto, sperando così di poter nuovamente uscire dal buio”, lettera a H. Arendt del 6 mag- gio 1950, M.H.-H.A., p. 76. 15 HGA II, § 5, p. 73 [17]: “Il tempo deve essere posto in chiaro e determinato concettualmente in modo genuino come l’orizzonte di ogni comprensione e interpretazione dell’essere”. Cfr. ivi, § 45, p. 356 [235]: “Il progetto di un senso dell’essere in generale può esser posto in atto solo nell’orizzonte del tempo”. 16 HGA III, Prefazione alla quarta edizione, p. 4.

Anteprima della Tesi di Daniele Pelini

Anteprima della tesi: La questione dell’analogia in M. Heidegger, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Daniele Pelini Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

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