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Il processo degli Hollywood Ten: l'Inizio della witch-hunt e della blacklist a Hollywood

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3 I sindacati degli artisti (che a Hollywood prendevano il nome di Guild) possono essere considerati i principali bersagli della Red Scare hollywoodiana. Mentre l’influenza del CPUSA sul materiale cinematografico, e sulla comunità dei cineasti più in generale, non fu mai un qualcosa temuto da tutti (i produttori sapevano bene che potevano gestire la situazione senza subire troppi contraccolpi dal punto di vista economico), i sindacati, al contrario, vennero subito attaccati da tutte le parti. Il management hollywoodiano, per esempio, era molto più preoccupato di ciò che i neonati sindacati potevano ottenere per i loro membri che delle presunte mire eversive di un gruppo di cineasti comunisti. In questo modo si vedrà anche come nelle vicende hollywoodiane si rispecchiassero quelle della nazione intera. Immagine riflessa di un macrocosmo più grande, Hollywood offre la possibilità di esaminare le dinamiche politiche dell’America di quel periodo. I sindacati, e non i comunisti in sé, erano al centro della reazione conservatrice. Gli anticomunisti avevano certamente più interesse a delegittimare la classe sindacale, che nel periodo 1930-1940 era arrivata ad ottenere un potere ed un peso politico mai più raggiunti, che a zittire ed eliminare dalla scena politica un partito già minato dall’interno. Il quarto capitolo si concentra sul grande ‘nemico’ degli artisti progressisti, l’associazione dei produttori (MPAA – Motion Picture Association of America). La discussione si sposta su chi materialmente prese la decisione di introdurre la blacklist e questo capitolo risulta fondamentale per capire come mai Hollywood svendette la propria libertà artistica e politica. Diversi fattori concorsero a convincere gli executive a fare il grande passo: il Paramount Case, l’avvento della televisione ed il move to suburbia (e la conseguente modificazione dei pattern di vita degli americani nel dopoguerra). La crisi economica, che investì l’industria nel 1947, convinse il management a cedere all’isteria anticomunista, ma, come si vedrà più avanti, l’introduzione della blacklist, più che un ripiegamento di fronte al nuovo trend politico, si caratterizzò per essere una contromossa manageriale per poter far fronte alla problematica situazione in cui versava l’economia degli studios.

Anteprima della Tesi di Luca Poggi

Anteprima della tesi: Il processo degli Hollywood Ten: l'Inizio della witch-hunt e della blacklist a Hollywood, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Luca Poggi Contatta »

Composta da 334 pagine.

 

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