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La ripartizione delle competenze tra l'Unione europea e gli stati membri nella futura Costituzione dell'Europa

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6 alle materie che assumono rilievo, alle azioni che le Comunità possono svolgere riguardo a tali materie, nonché ai poteri attribuiti a tale fine. I Trattati individuano gli obiettivi delle Comunità in una o più norme generali o anche in disposizioni relative a specifici settori. In modo più dettagliato indicano, poi, i compiti cui le Comunità devono assolvere e le azioni da compiere per il raggiungimento di tali obiettivi. La competenza comunitaria deve, però, essere individuata, in concreto, avuto riguardo alla natura e alla portata dei poteri previsti caso per caso. Specificamente, il Trattato di Roma del 1958 che istituisce la Comunità economica europea (CEE) enuncia all’art. 2, in termini generali, i fini dell’organizzazione, assegnando alla Comunità “il compito di promuovere, mediante l’instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell’insieme della Comunità, una espansione continua ed equilibrata, una stabilità accresciuta, un miglioramento sempre più rapido del tenore di vita e più strette relazioni fra gli Stati che ad essa partecipano”. All’indicazione di tali fini non consegue l’attribuzione automatica alla Comunità di tutti i poteri necessari ai fini della loro realizzazione. Infatti, il Trattato CEE, al successivo art. 3, sottolinea, con un testo non modificato dal Trattato CE, come, “ai fini enunciati dall’art. 2, l’azione della Comunità” debba svolgersi “alle condizioni e secondo il ritmo previsto” dallo stesso Trattato 11 . L’art. 3 del Trattato CEE fornisce immediatamente dopo un elenco delle attività da esercitare e degli strumenti da utilizzare per la realizzazione degli obiettivi indicati. Tali attività e strumenti non sono assegnati interamente ed automaticamente all’“azione della Comunità” o delle sue istituzioni, in quanto si rimettono appunto alle “condizioni” e al “ritmo” previsti nel Trattato. Possono dunque rilevare anche le azioni degli Stati membri o di organismi non riconducibili alla struttura istituzionale comunitaria in senso stretto 12 . 11 Analogamente dispone anche l’art. 2 del Trattato CEEA. 12 Cfr. ANTONIO TIZZANO, L’evoluzione delle competenze comunitarie, op. cit., p. 154.

Anteprima della Tesi di Barbara Kargruber

Anteprima della tesi: La ripartizione delle competenze tra l'Unione europea e gli stati membri nella futura Costituzione dell'Europa, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Barbara Kargruber Contatta »

Composta da 292 pagine.

 

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