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Gli effetti di Basilea II sulle piccole e medie imprese

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7 del secolo scorso in occasione dell’emanazione di norme finalizzate ad incentivare le imprese minori. I parametri quantitativi più utilizzati per la classificazione delle imprese sono richiamati nel seguito. a) Il capitale investito. Diverse sono le configurazioni utilizzate dal legislatore italiano. Nella legge n° 623 del 1959 il capitale investito era definito come somma algebrica delle immobilizzazioni, al netto dei fondi ammortamento, più il capitale circolante netto. Erano considerate pmi quelle imprese con capitale investito fino a 6 miliardi di Lire. Numerosi sono però i limiti: - non si tiene conto dell’attività economica effettuata, in altri termini se labour intensive o capital intensive; - non sono considerati i beni in leasing e quindi non di proprietà; - non è considerata l’appartenenza ad un gruppo. Negli anni ’70 le norme diedero una nuova configurazione di capitale investito, definito come totale delle immobilizzazioni al netto dei relativi fondi ammortamento e delle riserve di rivalutazione monetaria, creando così benefici verso le imprese più anziane e quelle imprese che avevano fatto ricorso agli ammortamenti anticipati. b) Il numero degli addetti. E’ uno dei parametri più utilizzati anche a livello europeo. Infatti in Germania, in Francia , in Olanda e Belgio il limite occupazionale utilizzato varia da 50 a 200 dipendenti. Soffre però dei medesimi limiti del capitale investito perché influenzato dal tipo di attività. Nella legge n°623 del 1959

Anteprima della Tesi di Antonio Cresceri

Anteprima della tesi: Gli effetti di Basilea II sulle piccole e medie imprese, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Antonio Cresceri Contatta »

Composta da 282 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.