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La Scuola Apprendisti della Dalmine S.A. dal 1937 al 1948

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12 bergamasca guardò alla Società d'incoraggiamento milanese come un modello, soprattutto quando i soci constatarono che le iniziative promosse a Milano potevano essere adottate a Bergamo e organizzate in modo da non provocare sconvolgimenti sociali 27 . Infatti, il sodalizio, promuovendo le scuole del lavoro, era mosso certamente dalla volontà di educare le maestranze alla conoscenza dei procedimenti produttivi più aggiornati, anche per creare un gruppo di operai e capi fabbrica che permettesse alla provincia di emanciparsi gradualmente dalla dipendenza di maestranze straniere (svizzere e tedesche soprattutto). Inoltre era presente la sollecitudine verso una giustizia sociale, che permettesse anche ai lavoratori, attraverso la propria professionalità, di stare al passo con i progressi della società civile. Ma a questo legame tra istruzione, tecnologia e giustizia sociale, si accompagnava il timore di vedere sovvertiti gli equilibri sociali consolidati, a causa delle possibili attese e ambizioni provocate, nelle maestranze operaie, da un maggior livello di conoscenze sul funzionamento delle strutture industriali. Dunque, ecco emergere in primo piano un concetto parallelo a quello di istruzione: quello di educazione. L'istruzione doveva trasmettere conoscenze e 'valori'. Le conoscenze dovevano essere solo quelle strettamente necessarie per comprendere le evoluzioni dei modi di produzione, evitando di aprire ai lavoratori orizzonti culturali e mentali troppo vasti. Mentre i 'valori' da trasmettere consistevano nella virtù e nel dovere, cui l'istruzione- educazione doveva persuadere gli animi dei lavoratori, e nella consapevolezza, da parte degli allievi-lavoratori, della loro 'naturale' collocazione sociale. Le condizioni materiali e morali della classe operaia avrebbero potuto migliorare, secondo le convinzioni dei soci della società, solo se finalizzate non al danno, ma al vantaggio e all'interesse stesso delle altri classi sociali 28 . Quindi un manto di 'paternalismo' doveva rendere l'istruzione professionale inoffensiva per gli equilibri sociali. Lo dimostrano anche le conferenze e le letture pubbliche organizzate dalla Società su temi educativi, morali e di igiene, a partire dai primi anni settanta dell'800. 29 27 B. Valota, “L'istruzione tenuta nei giusti limiti…”, cit., p. 44 ; G.della Valentina, Associazione, istruzione, cit., p. 115. 28 G. della Valentina, Associazione, istruzione, cit., pag. 117,citazione da Società industriale bergamasca, Atti, puntata XVII, Bergamo, 1877, p. 29. 29 G. della Valentina, Associazione, istruzione, cit., pag. 116. B.Valota, “L'istruzione tenuta nei giusti limiti…”, cit., p. 44.
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La Scuola Apprendisti della Dalmine S.A. dal 1937 al 1948

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Informazioni tesi

  Autore: Giorgio Scudeletti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Giulio Sapelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

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Parole chiave

storia economica
storia d'italia
storia contemporanea
dalmine s. a.
ugo gobbato
scuole professionali

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