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La Scuola Apprendisti della Dalmine S.A. dal 1937 al 1948

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13 1.3.2 La scuola di disegno promossa dalla Società industriale. Nel 1858 fu inaugurata la scuola di disegno promossa dalla Società industriale bergamasca. Completamente gratuita, serale e festiva, si rivolgeva a tutti i lavoratori manuali (esclusi i lavoratori agricoli), e non ebbe regolamenti fino al 1878, ma l'unica limitazione fu l'età minima di iscrizione (dieci anni) 30 . In quegli anni si stava sviluppando un confronto tra i sostenitori del modello 'francese', cioè una scuola professionale orientata alla pratica nell'officina annessa alla scuola, e i sostenitori del modello 'belga', in cui la scuola del lavoro curava maggiormente l'insegnamento teorico dei principi delle scienze applicate alle arti e all'industria, senza un tirocinio immediato nelle officine 31 . Le scuole del modello belga avevano svolgimento serale e festivo, e proprio lo svolgimento delle lezioni lontano dagli orari di lavoro avrebbe loro consentito di raccogliere un numero sufficiente di adesioni anche nei centri industriali minori e tra le professioni più modeste: a favore di queste scuole si espressero anche le circolari Cairoli e Miceli, di cui abbiamo parlato sopra. 32 L'orientamento degli organizzatori della scuola di disegno bergamasca, più volte ribadito, fu essenzialmente pratico, per quanto i corsi, ivi tenuti, riguardassero solo il disegno e non prevedessero insegnamenti di altre materie. Gli allievi furono in grande maggioranza artigiani. Gli insegnamenti di disegno furono articolati in tre corsi: disegno meccanico, disegno architettonico e disegno ornamentale 33 . Per quanto i corsi fornissero anche qualche necessaria nozione teorica 34 per sostenere gli insegnamenti di disegno, l'obiettivo dei docenti e degli organizzatori fu di stimolare tramite, l'osservazione e la raffigurazione, la sensibilità estetica e il gusto per la produzione creativa, vista la quasi totale assenza di cognizioni scientifiche 35 . Lo sviluppo industriale avrebbe richiesto però ben altri interventi educativi, ma soprattutto la mancanza di locali adeguati per organizzare 30 B. Valota, “L' istruzione tenuta nei giusti limiti…”,cit., p. 49. Il regolamento del 1878 ribadì la necessità che l'istruzione fosse plasmata sui bisogni degli operai, e introdusse norme sulla disciplina, la frequenza e sugli indirizzi dellainsegnamento. 31 Cfr. Carlo G.Lacaita, Istruzione e sviluppo industriale in Italia 1859-1914, Firenze, Giunti, 1973, pp. 75-76; G.P.Fumi, L'istruzione professionale e tecnica, cit., p. 359 32 Cfr. G.Fumi, L'istruzione professionale e tecnica, cit., pag. 359 33 B. Valota, “L'istruzione tenuta nei giusti limiti…”, cit., pag. 48; G.Fumi, L'istruzione professionale e tecnica, cit., pag. 362. 34 Di geometria, per il disegno di ornato; di fisica, per quello meccanico. Il corso di disegno ornato e quello architettonico era rivolto pittori, intagliatori, muratori; il corso di disegno meccanico era per fabbri e falegnami. Le lezioni si tenevano tre o quattro volte la settimana, da dicembre a maggio. La professione degli allievi faceva sì che al sopraggiungere della primavera, con l'allungarsi delle giornate, essi fossero determinati a sfruttare la maggior quantità di luce naturale per lo svolgimento della loro attività. Dunque, in primavera si svolgeva solo la lezione domenicale. Cfr. B.Valota, “L'istruzione tenuta nei giusti limiti…”, cit., pag. 48. 35 G.Fumi, L'istruzione professionale e tecnica, cit., p.363
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Informazioni tesi

  Autore: Giorgio Scudeletti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Giulio Sapelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

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Parole chiave

storia economica
storia d'italia
storia contemporanea
dalmine s. a.
ugo gobbato
scuole professionali

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