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La microfinanza nei paesi post-comunisti: il caso della Polonia

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III l’asse portante delle economie di transizione ma che si trovano davanti ostacoli ancora insormontabili. Tra questi si possono evidenziare sistemi produttivi arretrati e scarsamente competitivi, una generalizzata carenza di infrastrutture sociali e tecniche, una bassa preparazione culturale e manageriale, una scarsa esperienza e dimestichezza coi meccanismi di mercato e, tra i principali, la mancanza di adeguate fonti di finanziamento per progetti imprenditoriali validi e attività promettenti. Strettamente attinente al tema della microfinanza è quindi certamente anche l’auspicabile sviluppo di un nuovo, moderno e sicuro, sistema bancario e finanziario, che si sta rivelando attualmente ancora fragile e in molti casi incapace di allocare efficientemente i fondi a disposizione. Ultimo, ma non meno importante argomento affrontato, riguarda l’attuale sistema legale e regolatorio presente nei paesi in transizione, “sotto-sviluppato” dal punto di vista dei necessari adeguamenti alle crescenti necessità di paesi in rapida trasformazione e “sovra- sviluppato”, se consideriamo le ancora eccessive ingerenze dello stato in molte questioni che potrebbero essere trattate e risolte autonomamente dalla società civile e che invece ricadono nelle competenze della tentacolare e spesso corrotta burocrazia amministrativa. L’argomento focale della microfinanza viene invece affrontato in tre appositi capitoli, nella prima parte (cap. 2 e 3) e nella seconda (cap. 5), quest’ultima riguardante solo l’ambiente polacco. In entrambe le sezioni le organizzazioni operanti nell’ambito della microfinanza vengono classificate in distinte categorie, così da poterle analizzare secondo modelli e dati più omogenei. In generale, gli aspetti affrontati nella fase di analisi riguardano la missione attribuita a ciascuna organizzazione, la clientela di riferimento, i prodotti offerti (varie tipologie di prestiti, consulenza, corsi di formazione), la struttura e le metodologie operative, i risultati finanziari e non. In tutti e tre i capitoli vengono poi sviluppate ulteriori tematiche. Nella sezione dedicata all’intera area dei paesi in transizione vengono prima descritti alcuni tratti generali caratterizzanti la microfinanza in tale ambito, come ad esempio l’elevato livello di domanda per i suoi servizi, per poi passare alle funzioni svolte dal microcredito in tale contesto e infine affrontare la spinosa questione di un’adeguata e favorevole regolamentazione per le istituzioni di microfinanza. Nel contesto polacco invece, oltre all’analisi dei diversi modelli istituzionali operanti sul territorio (Unioni di Credito, istituzioni di microfinanza “classiche” e fondi di garanzia), si cerca di delineare la dinamica che porta un ex-lavoratore di una fattoria statale ormai dismessa a rivolgersi ad un’istituzione di microfinanza e ad intraprendere un propria autonoma attività. L’interrogativo a cui si tenta di rispondere è se sia il bisogno o la volontà di indipendenza a spingere a tale passaggio. La tesi si conclude con dei brevi cenni conclusivi, volti a riassumere e sottolineare i molteplici contributi della microfinanza al processo di sviluppo attualmente in atto in Polonia.

Anteprima della Tesi di Paola Caruso

Anteprima della tesi: La microfinanza nei paesi post-comunisti: il caso della Polonia, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paola Caruso Contatta »

Composta da 268 pagine.

 

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