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Rivisitando Michel Leiris: analisi storico-culturale di un autore tra le due guerre

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7 théâtraux chez les éthiopiens de Gondar”; 6 il testo doveva essere mio, per questo andai alla Libreria Feltrinelli di P.za Esedra (che ringrazio) dove mi dissero che i testi fondamentali che Leiris aveva consacrato al continente nero erano riuniti all’interno del Miroir de l’Afrique. 7 L’opera conteneva anche un articolo che fu redatto da Leiris nel 1935 intitolato “Croyance aux génies zar en Éthiopie du nord”. 8 L’autore, quindi aveva scritto sul rituale di possessione poco dopo il suo rientro dall’Africa e solo un anno dopo la pubblicazione de “L’Afrique fantôme”, in seguito vi ritornò con la monografia del 1958, trascorsi venti lunghi anni. Dovevo capire di più: Leiris era un surrealista, un letterato. Come mai nel 1931 si trovò ad intraprendere una spedizione etnografica e linguistica così importante per l’etnologia francese degli inizi del XX secolo? E inoltre nel suo farsi etnologo, la sua pratica letteraria, lo aveva influenzato? O era riuscito a separare la tensione etnologica da quella letteraria? E ancora, che interpretazione aveva lasciato su un prodotto culturale come la possessione e perché? L’intento della mia ricerca, quindi, ruoterà intorno al rituale di possessione come si è venuto concettualizzando da parte di Leiris, ma analizzato attraverso il metodo storico-comparativo della cosidetta scuola di Roma, 9 che mi ha insegnato che “per valutare storicamente un prodotto antropologico [nel mio caso la possessione] occorre conoscere sia le istanze 6 Michel Leiris, “La possession et ses aspects théâtraux chez les éthiopiens de Gondar”, Plon, Paris 1958. 7 Michel Leiris, « Miroir de l’Afrique », Quarto-Gallimard, Paris 1996. Édition établie par Jean Jamin avec la collaboration de Jacques Mercier. 8 Questo articolo, “Croyance aux génies zar en Éthiopie du Nord” pubblicato nel Journal de psychologie normale et pathologique, Paris 1938, è stato redatto nel 1935, prima della conquista dell’Etiopia da parte dell’Italia. Qui, mi riferisco al medesimo articolo che è contenuto all’interno del “Miroir de l’Afrique”, Quarto-Gallimard, Paris, 1996, p. 923 e segg. . Non esiste una versione in italiano del testo, la traduzione è del redattore. 9 Alludo alla scuola, o meglio, al metodo storico-comparato promosso da Raffaele Pettazzoni e che annovera tra i suoi più autorevoli esponenti Ernesto de Martino e Angelo Brelich, Vittorio Lanternari e Dario Sabbatucci.

Anteprima della Tesi di Alessandra Pasi

Anteprima della tesi: Rivisitando Michel Leiris: analisi storico-culturale di un autore tra le due guerre, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Alessandra Pasi Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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