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Il controllo di costituzionalità nell'ordinamento giuridico cubano

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Il controllo di costituzionalità nell’ordinamento giuridico cubano 3 costituzionalità delle leggi (primo Stato del continente americano), analogamente ai modelli fino ad allora “sperimentati” in Europa. L’evoluzione appare alquanto significativa, soprattutto perché nel suo divenire si è allontanata progressivamente dal proprio riferimento iniziale (gli Stati Uniti d’America) 4 ; ciò diventa palese quando la competenza è affidata ad una Sala specializzata del Tribunale supremo. Avanzare ulteriori ipotesi di sviluppo in direzione del sistema c.d. “austriaco” (sviluppatosi in Europa ad opera della Scuola austriaca e reso diritto positivo nella Costituzione austriaca del 1920) 5 appare pretestuoso, Uniti d’America. Il controllo di costituzionalità (il c.d. judicial review) è una competenza che si affidò la stessa Corte Suprema di Giustizia, senza l’esistenza di un previo riconoscimento normativo. Tale facoltà si è formata dalla statuizioni teoriche introdotte dalla teoria (nordamericana) generale delle costituzioni scritte e dell’interpretazione sorta grazie al giudice Marshall, in seguito al celeberrimo caso Marbury vs Madison del 1803. Marshall, allora presidente della Corte Suprema di Giustizia, durante il periodo che indicativamente inizia nel 1801 e termina nel 1835, stabilì le fondamenta di tale attribuzione al potere giudiziario. In primis fu riconosciuto il principio della supremazia della Carta costituzionale e della limitazione dei poteri, a partire dal quale un atto legislativo contrario alla Costituzione non è una legge, perché un atto emanato dal potere legislativo non può essere in contraddizione con la norma dettata dal potere costituente, rappresentante della volontà popolare sovrana. Il secondo principio cardine è la funzione dei tribunali che deve consistere nella determinazione della legge applicabile al caso concreto, e se una legge è in contraddizione con la costituzione, decidere l’applicazione di quest’ultima. In altri termini disapplicare la norma contraddittoria. Il terzo punto essenziale si basa sul principio che la revisione rappresenta un potere implicito derivato, secondo il giudice Marshall, dall’interpretazione della Costituzione statunitense. Principalmente dall’art. 6 della stessa Costituzione del 1787 partendo dal quale ragionò che la Costituzione è la legge fondamentale dello Stato e quindi, quale logica conseguenza, ciò dovesse provocare l’annullamento di tutte le disposizioni in contrasto con i dettami costituzionali. 4 Le argomentazioni del giudice americano posero le basi per l’applicazione diretta, come norma di diritto, della Costituzione nordamericana ed crearono il precedente necessario del procedimento di revisione giudiziale della costituzionalità delle leggi. La dottrina, capeggiata da M. Cappelletti, definiva il sistema “americano”; quale il modello in cui si consente a qualsiasi giudice di disapplicare le norme che egli ritiene incostituzionali in ossequio alla concezione giusnaturalistica della Costituzione, intesa come “legge superiore”. Il controllo è così definito diffuso, incidentale e dichiarativo. 5 Il sistema austriaco (come definito da Cappelletti) riserva invece ad una Corte ad hoc il compito di decidere sui ricorsi proposti, contro gli atti normativi, da parte di soggetti specificatamente legittimati, in ossequio alla concezione giuspositiva dello «stato di diritto». In sintesi può definirsi come un controllo accentrato, principale e costitutivo. Cfr. M. Cappelletti, Il controllo giudiziario di costituzionalità delle leggi nel diritto comparato, Milano, Giuffrè, 1968, 49 ss.

Anteprima della Tesi di Daniele Iarussi

Anteprima della tesi: Il controllo di costituzionalità nell'ordinamento giuridico cubano, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Daniele Iarussi Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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