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Modellizzazione Numerica dell'Intrusione Salina nell'Acquifero Costiero del Fiume Cecina

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Parte I I.1.EMERGENZA ACQUA.doc 13 agricoltori ad irrigazioni massicce, con prelievi di acqua in falda, o nei corpi idrici superficiali, quasi sempre dannosi all’equilibrio ambientale. Oltre al prosciugamento di pic- coli corsi di acqua, tale eccessivo consumo idrico determina un forte abbassamento delle falde sotterranee e, lungo le coste, un avanzamento dell’acqua marina, con effetti sterilizzanti sul suolo e desertificazione. In Italia sono toccati dal fenomeno della desertificazione ben 16.100 km 2 di territorio, ossia il 5,35%. Ma, secondo l’UE, il 27 % del territorio italiano è a rischio e in particolare in Sicilia (47% del territorio a rischio), Puglia (60%), Sardegna(32,2%) e Basilicata (54%) (dati Enea). La desertificazione implica la degradazione della terra in aree aride e semi-aride, con una riduzione della capacità del suolo di catturare acqua, aumento dello scorrimento superficiale, aumento dell’instabilità di versanti, riduzione del volume di vapore che torna all’atmosfera dalla traspirazione delle piante e, di conseguenza, mutamento del clima. Il primo responsabile della carenza idrica nel mondo, oltre ai mutamenti climatici (effetto serra e desertificazione), è il degrado della qualità della acque. La riserva idrica è impoverita dallo sfruttamento delle falde acquifere, dalla incapacità delle stesse di rigenerarsi, dalla cattiva gestione delle acque di scarto e dalla contaminazione delle stesse con sostanze chimiche e scorie. Un metro cubo di acqua inquinata è in grado di contaminare rapidamente oltre 10 metri cubi di acqua pulita: si calcola che nelle riserve idriche, che in teoria dovrebbero essere utilizzabili, abbiamo reso imbevibili 12 mila chilometri cubi di acqua, una quantità che supera quella contenuta nei bacini dei dieci più grandi fiumi del mondo. Altro fattore di riduzione della disponibilità dell’acqua è costituito dalle opere artificiali di sbarramento e deviazione del 60% dei maggiori fiumi del pianeta. Viene alterato l’ecosistema fluviale, impedito il deflusso regolare dell’acqua e dei sedimenti, con effetti devastanti sugli equilibri del sistema idrogeologico e del ciclo naturale dell’acqua. Secondo l’indagine dell’UNEP, le falde acquifere sotterranee diminuiscono ogni anno da tre ai trenta metri. Inoltre, nelle zone costiere, quando le falde iniziano a seccarsi, l’acqua marina penetra nell’entroterra e le contamina, rendendole inutilizzabili in modo irreversibile. Se la salinità delle acque superficiali aumenta, si verifica una degradazione del suolo. Le derrate agricole possono essere sostituite da quelle meno sensibili alla salinità ma, se neanche queste resistono, si va incontro alla migrazione in massa delle popolazioni costiere verso terre interne più fertili con possibili disordini sociali.
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Modellizzazione Numerica dell'Intrusione Salina nell'Acquifero Costiero del Fiume Cecina

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Informazioni tesi

  Autore: Nadia Antonella Genovese
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio
  Relatore: Roberto Guercio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 369

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Parole chiave

ambiente e risorse
arc view gis
differenze finite
fiume cecina
flusso sotterraneo
idrogeologia
inquinamento
intrusione salina
modellistica
modellizzazione numerica
modflow
nell'acquifero costiero
protezione delle coste

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