Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il Marocco di Mohamed VI tra tradizione monarchica e tentativi di democratizzazione

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

14 1.2 Il lungo regno di Hassan II Non è semplice sintetizzare la politica seguita da Hassan II 14 nel corso del suo lungo regno. Egli è stato l’artefice delle istituzioni e dell’amministrazione del Marocco odierno 15 ed è oggi ricordato per il suo straordinario talento politico, che gli ha permesso, nonostante le tante difficoltà, di mantenere stabile il suo potere e di guadagnare rispetto e ammirazione a livello internazionale. Diciassettesimo re della dinastia alawita, Hassan II salì al trono il 26 febbraio 1961, in seguito alla morte del padre Mohamed V, e si trovò a guidare un paese che aveva da poco riconquistato l’indipendenza. Durante i suoi trentotto anni di regno rafforzò sempre di più la monarchia, relegando i partiti politici a una posizione subordinata nonostante il sistema multipartitico vigente. Il suo potere egemonico si basava su tre pilastri: l’alleanza con l’élite rurale, i cui diritti di proprietà vennero tutelati, il controllo dell’apparato burocratico dello Stato e delle forze armate, la riduzione dei privilegi della borghesia urbana. Tuttavia, per ristabilizzare il potere dopo gli attentati dei primi anni ’70, Hassan II acconsentì a una limitata partecipazione politica dei partiti, fra i quali emerse l’Istiqlâl. Questa cauta apertura non implicò nessun cambiamento nei rapporti fra monarchia e partiti dell’opposizione, né una diminuzione del potere supremo del sovrano. Da questa situazione derivarono una serie di conflitti politici che continuarono anche gli anni ’80, riducendo la possibilità di instaurare in Marocco un sistema realmente democratico. Per rafforzare il suo potere, Hassan II fece ricorso anche al clientelismo e alla distribuzione iniqua di privilegi, oltre che alla neutralizzazione di ogni dissidenza, mediante repressione, arresti e perfino uccisioni 16 . 14 Per una biografia essenziale di Hassan II si rimanda a Balta Paul, «Hassan II, da monarca assoluto a sovrano liberale», in Lamchichi Abderrahim, op. cit., pp. 43-51. 15 Per maggiori dettagli si rimanda a Hachimi Idrissi Khalil, «L’alchimie marocaine», in Maroc Hebdo International, n° 383, 30 luglio-5 agosto 1999, p. 6. 16 Cfr. Desrues Thierry e Moyano Eduardo, «Social Change and Political Transition in Morocco», in Mediterranean Politics, vol. 6, n° 1, 2001, pp. 21-22; Layachi Azzedine, «Economic Reform and Elusive Political Change in Morocco», in Zoubir Yahia, North Africa in Transition. State, Society, and Economic Transformation in the 1990s, Gainesville, University Press of Florida, 1999, pp. 48-49.

Anteprima della Tesi di Luciana Marzullo

Anteprima della tesi: Il Marocco di Mohamed VI tra tradizione monarchica e tentativi di democratizzazione, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luciana Marzullo Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6713 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 20 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.