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Un centro calzaturiero delle Marche: Porto Sant'Elpidio dal secondo dopoguerra ad oggi

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24 alla macchia o di quelli alleati sbandati e dei civili che avevano dato protezione a questi ultimi e ai partigiani, da poco riuniti nel Gruppo di Azione Patriottica di Sant’Elpidio a Mare. Queste operazioni, almeno per quanto riguarda i repubblichini, erano coordinate dal commissario prefettizio Evangelisti che poteva spadroneggiare avendo ricevuto pieni poteri dal capo della provincia; la sua azione era quindi contrastata solo dal GAP che favoriva la fuga e l’imbarco dei prigionieri dei campi di concentramento situati nell’interno; per quel che riguarda la popolazione, anche se si registra l’episodio di un cantoniere che catturò un inglese proveniente dalla prigionia a Servigliano, molte sono le storie che raccontano di famiglie che si esposero al pericolo di ritorsioni da parte di repubblichini e tedeschi per nascondere, curare e sfamare gli inglesi che vagavano nella zona in attesa dell’imbarco, che li avrebbe ricongiunti con il loro esercito, presso le foci dei fiumi Chienti e Tenna. Nel frattempo l’effimera RSI sembra volere dare un’impronta propria, dimostrare l’inizio di un era nuova, concentrandosi su aspetti formali così che al Porto vengono cambiati tutti i nomi delle vie: con particolare attenzione vengono cancellati quelli dei Savoia considerati traditori del fascismo. Tale situazione dura fino al 23 giugno 1944, giorno in cui il II corpo d’armata polacco aggregato all’VIII armata britannica agli ordini del generale William Anders sorprende i tedeschi che

Anteprima della Tesi di Luca Torretti

Anteprima della tesi: Un centro calzaturiero delle Marche: Porto Sant'Elpidio dal secondo dopoguerra ad oggi, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Torretti Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

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