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Un centro calzaturiero delle Marche: Porto Sant'Elpidio dal secondo dopoguerra ad oggi

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17 dalla prima occupazione 5) . Importante è sottolineare soprattutto il legame ancora molto forte (e tale rimarrà a lungo) con l’attività calzaturiera che ha costruito le sue fortune anche avvalendosi delle abilità artigianali dei contadini, della loro abitudine ad orari “straordinari”, ai bassi salari, al lavoro minorile e, molto più concretamente, dei capitali accumulati nel lavoro agricolo uniti ad una mentalità imprenditoriale comunque presente nello condizione di mezzadro. Nonostante la frequenti alluvioni 6) che danneggiarono l’abitato (la più grave di quel periodo fu quella dell’ottobre 1897), l’emigrazione verso le Americhe, la grande guerra (il 5 novembre 1916 la flotta austriaca bombardò la FIM, costruita proprio con l’apporto di tecnici asburgici, ritenendo che vi si potessero fabbricare armi chimiche) e l’epidemia di “spagnola” del settembre 1918, la frazione Porto nel lungo periodo prosegue il suo sviluppo: nel 1921 gli abitanti sono saliti a 3.205 unità ( a metà dell’Ottocento se ne contavano solo 627), sono attive 11 calzolerie 5) Nel 1920 il parroco del Porto si lamentava col vescovo dell’ abuso di lavorare nei giorni di festa. 6) Il territorio di Porto Sant’elpidio è solcato da ovest ad est da ben cinque fossi (Fonte di Mare, Castellano, Fonteserpe, dell’Albero, del Palo) che in seguito a piogge abbondanti, a causa dell’incuria in cui venivano lasciati, straripavano periodicamente con ingenti danni alla popolazione. L’ultimo avvenimento di tal genere è stato nel settembre 1959; dopo questa data evidentemente sono state prese delle contromisure come la ripulitura, la copertura e la canalizzazione che hanno posto termine al problema.

Anteprima della Tesi di Luca Torretti

Anteprima della tesi: Un centro calzaturiero delle Marche: Porto Sant'Elpidio dal secondo dopoguerra ad oggi, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Torretti Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

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