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La comunicazione nel settore delle griffes dell'abbigliamento in Italia

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7 (comportamento d’acquisto, valenza simbolica attribuita al prodotto…), perché il nuovo scopo della loro comunicazione consiste nella legittimazione dell’appropriatezza della propria offerta rispetto alle necessità individuali e sociali. Conseguentemente i vestiti di moda riconquistano alla materialità una dimensione simbolica capace di dilatarsi fino a discorso e addirittura a visione dei rapporti personali. Verso la fine del decennio tale originale tratto si estende e si consolida con l’avvento dell’industria. Quando l’abito imbocca la porta della fabbrica, nasce l’esigenza di farlo riconoscere senza guardare l’etichetta. I frequenti appuntamenti con la stampa accelerano tutto il sistema; dai 200 giornalisti delle prime sfilate nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze si passa alle migliaia d’operatori, agenti e fotografi della Fiera di Milano, che seguono fedelmente i due appuntamenti con la moda dell’estate e dell’inverno. Si moltiplicano i nomi della moda ed il mercato è sopraffatto da proposte che debbono dichiarare a prima vista la loro paternità. Il nome del creatore prende il sopravvento, assume per passaggi graduali una dimensione enfatica. Il congegno di comunicazione, però, è ancora debole, dipendente: sfrutta in modo parassitario e non sistematico i circuiti mitologici che altri soggetti (periodici, radio, tv) hanno costruito. Negli anni Settanta si assiste alla definitiva consacrazione dello stilista come figura portante dell’intero sistema moda. Egli non costruisce più l’abito sul consumatore, ma deve decidere quali saranno i suoi clienti, ossia il mercato cui si riferisce. I principali stilisti nascono proprio nel pret à porter, che può essere definito

Anteprima della Tesi di Alessandro Di Lascio

Anteprima della tesi: La comunicazione nel settore delle griffes dell'abbigliamento in Italia, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Di Lascio Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.