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Per un'analisi dell'arte-terapia. Riflessione e metodologie nel pensiero psicoanalitico: da Freud all'Art Therapy Italiana

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7 I.2.I L’arte come ponte: la concezione “mediatica” Con il termine mediatico si è voluto far riferimento non tanto ad una dinamica inter- soggettiva di scambio di un “messaggio” tra l’artista e il suo pubblico, bensì alla funzione intra-soggetiva, di mediazione appunto, tra i due sistemi e i due processi dell’accadere psichico: il sistema inconscio-preconscio-conscio e il processo primario e il processo secondario. La valenza straordinaria di tale concezione è piuttosto evidente e ci sarebbe da chiedersi come mai né Freud né i suoi seguaci più prossimi non abbiano mai neanche supposto un eventuale uso della creatività a fini terapeutici: la risposta a questo interrogativo, che tutto sommato non ha grandissima importanza né per questa ricerca né per una valutazione dell’opera, comunque straordinaria, di Freud sarebbe probabilmente da ricercare proprio in quella sete eccezionale di riconoscimento di scientificità a cui continuamente aspirava e, inoltre, nel fatto che già il continuo modificare, aggiornare e migliorare la tecnica canonica della terapia psicoanalitica, che è e rimane sostanzialmente una talking cure, comportava di per sé già un assorbimento straordinario di energia. La validità dell’insegnamento freudiano sulla terapia rimane comunque inappuntabile; è giusto ricordare, per rimarcare questa sua abilità tecnica oltre che teorica, come in uno dei suoi ultimi saggi, Costruzioni in analisi del 1937, egli distinguesse tra le “interpretazioni” e le “costruzioni” che si sviluppano durante l’analisi e dicesse in proposito di quest’ultime: “L’analista porta a termine un brano della costruzione, lo comunica all’analizzato affinché produca su di lui i suoi effetti, indi costruisce un altro brano a partire dal nuovo materiale che affluisce e poi procede con questo allo stesso modo; così in tale alternanza, va avanti fino alla fine” 15 . Arthur Robbins, uno dei maestri dell’arte-terapia e delle terapie espressive, similmente si esprime a proposito della sua idea di processo creativo dicendo: “Considero il processo creativo come la costante ridefinizione di ciò che non ha forma in una forma e penso che esso attinga ad un’energia primaria. Non appena si lascia andare quella forma ad una sua evoluzione, si attinge ad una nuova fonte di energia per una nuova definizione. La capacità di coinvolgersi e di entrare in questo processo è ciò che io considero curativo” 16 . E’ evidente che l’“energia primaria” a cui Robbins fa riferimento è da identificare con l’insieme di pulsioni e desideri che risiedono nella parte più profonda e nascosta della psiche dell’uomo: l’inconscio. Attraverso questa ridefinizione di materiale informe, a cui occorre dare una forma, il processo arte-terapeutico può iniziare e proseguire conducendo la coppia paziente-terapeuta nel cammino della guarigione. 15 S. Freud (1937), Costruzioni in analisi, in OSF, vol. XI, p. 544. 16 Citazione di un’intervista rilasciata da Arthur Robbins a Maria Belfiore e Marilyn La Monica, importanti esponenti di Art Therapy Italiana, nel 1989. In: Maria Belfiore, Luisa Martina Colli (a cura di) (1998), Tra l’Io e il Corpo, coll. I Quaderni di Art Therapy Italiana, Pitagora, Bologna, p. 10.

Anteprima della Tesi di Silvestro Calabrese

Anteprima della tesi: Per un'analisi dell'arte-terapia. Riflessione e metodologie nel pensiero psicoanalitico: da Freud all'Art Therapy Italiana, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Silvestro Calabrese Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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