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Per un'analisi dell'arte-terapia. Riflessione e metodologie nel pensiero psicoanalitico: da Freud all'Art Therapy Italiana

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II Questa ricerca tenta di illustrare quale siano state le risposte più rilevanti della psicoanalisi ad entrambi i problemi e, soprattutto, vuole metterli in correlazione. Così come nella psicoanalisi la teoria e la pratica clinica si possono considerare come facce interattive di una stessa medaglia, così anche nel campo dello studio psicoanalitico dell’arte la riflessione teorica e quella clinica possono convergere verso un campo comune nel quale trovare una feconda applicazione. E nella pratica clinica che si riconosce nell’orientamento psicoanalitico, questa sintesi per un certo verso è già avvenuta, dando origine ad un tipo di terapia parallela a quella verbale: l’arte-terapia. La particolarità di questa disciplina è che, oltre all’ampia differenziazione all’interno degli stessi ordinamenti teorici, ha dovuto conoscere anche una disomogenea distribuzione nel mondo scientifico, con un evidente sbilanciamento verso il continente americano. Giunta in Italia con varie decadi di ritardo, oggi può contare su varie scuole di formazione che ne preservano, realmente, la pratica: tra queste si è scelto di soffermare l’attenzione su quella che è la più rappresentativa e che, sicuramente, gode di una maggior presenza sul territorio, ovvero l’associazione Art Therapy Italiana, con sede principale a Bologna. Questo però deve essere considerato come un punto di arrivo importante, risultato di un lungo processo di “gestazione” nell’ambito della psicoanalisi e, più ristrettamente, nel panorama della psicologia italiana. È tra le finalità fondamentali di questo lavoro evidenziare questo percorso in realtà reso possibile soltanto dal passaggio da una volontà conoscitiva ad una più strumentale. Talvolta potrà sembrare che alcuni argomenti sono stati inseriti in maniera troppo forzata nel contesto generale, ma questi troveranno una loro giustificazione nell’affrontare gli autori successivi. La prima parte sarà dedicata all’analisi del contributo prettamente teorico della psicoanalisi, quello indirizzato alla comprensione, ora della natura dell’arte ora dei meccanismi con la quale questa si esprime: entrambi condividono il presupposto che l’origine sia da ricercare nell’inconscio. Questi sono effettivamente i due indirizzi che la psicoanalisi sembra aver scelto. Nella direzione di un’analisi più attenta alla sistemazione dell’arte in un sistema meta-psicologico, atto a svelare il significato profondo dell’arte, sono collocabili l’opera di Sigmund Freud, prima, e quella di Hanna Segal, poi. L’opera degli altri due autori trattati, Ernst Kris e Silvano Arieti, è più chiaramente diretta verso una comprensione dei meccanismi con cui la creatività si lega alla personalità e si esprime nella realtà esterna. È importante far notare che non si è adottato un criterio di imparzialità nell’esporre i diversi pensieri, ma si effettuato un lavoro di cernita strumentale alla messa in risalto dei legami con la pratica arte-terapeutica. La seconda parte è dedicata invece ad alcuni dei più importanti autori di arte-terapia: Margaret Naumberg, Edith Kramer e Arthur Robbins. In questa fase risulteranno più chiare le motivazioni delle scelte precedenti.

Anteprima della Tesi di Silvestro Calabrese

Anteprima della tesi: Per un'analisi dell'arte-terapia. Riflessione e metodologie nel pensiero psicoanalitico: da Freud all'Art Therapy Italiana, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Silvestro Calabrese Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.