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Per un'analisi dell'arte-terapia. Riflessione e metodologie nel pensiero psicoanalitico: da Freud all'Art Therapy Italiana

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6 Comunque, a parte speculazioni sull’uso dell’arte in terapia da parte di Freud, rimane più proficuo affrontare direttamente la lettura di ciò che egli ha davvero scritto sull’argomento. Seguendo l’affermazione di Stefano Ferrari, professore ordinario di Psicologia dell’arte presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna e studioso “laico” di psicoanalisi, si può riconoscere una netta suddivisione tra “il Freud più giovane ed entusiasta dei primi anni del ‘900, e il Freud più maturo e pessimista dell’Avvenire di un’illusione (1927) o del Disagio della civiltà (1929)” 13 , contrasto che rappresenta un’importante indicazione sull’evoluzione del pensiero freudiano sull’arte. Per di più lo stesso Freud esprime palesemente la sua rassegnazione di fronte al mistero dell’arte, o meglio al mistero del genio artistico, con la celeberrima frase in apertura del saggio Dostoevskij e il parricidio, del 1927: “Purtroppo dinanzi al problema dello scrittore la psicoanalisi deve deporre le sue armi” 14 . Certamente questa concezione evolutiva, che segue per l’appunto molto da vicino lo sviluppo di tutta la teoria psicoanalitica, può costituire un utile punto di riferimento, anche se non tiene conto dell’estrema diversità di intenti e di situazioni in cui le opere freudiane sull’arte sono sorte. Lungi dal presentarsi come un’analisi completa e puntuale della letteratura freudiana sull’arte, lo scopo di questa ricerca è quello di riattualizzare le concezioni teoriche più arcaiche alla luce dello sviluppo che hanno avuto in senso arte-terapeutico: è infatti con Freud che la concezione dell’arte e della creatività quale attività mediatrice tra il sistema inconscio e il sistema preconscio-conscio acquista una sistemazione teorica. Alla base della moderna tecnica arte-terapeutica di indirizzo psicodinamico c’è proprio lo sfruttamento di questa caratteristica essenziale della produzione creativa, che viene sostenuta, invogliata, incanalata ai fini della guarigione del paziente. In sintesi, la ricerca si soffermerà maggiormente sui testi in cui il contributo di Freud alla comprensione della arte e della creatività assume le qualità peculiari di innovazione e modernità, tali da renderlo tuttora importante: saranno quindi oggetto di analisi i concetti di arte quale mediazione tra processo primario e secondario, di mezzo di espressione dei conflitti e di attività di trasformazione della realtà, paragonabile al gioco dei bambini. 13 S. Ferrari (1997), Materiali per una psicologia dell’arte. A partire da Freud, CLUEB, Bologna, p. 27. Inoltre Ferrari ha dedicato molti altri lavori allo stesso tema, soprattutto in riferimento al rapporto tra psicoanalisi e letteratura, in particolare: id. (1988), La psicologia del ritratto nell’arte e nella letteratura, Laterza, Roma-Bari. E inoltre: id. (1994), Scrittura come riparazione: saggio su letteratura e psicoanalisi, Laterza, Roma-Bari. 14 S. Freud (1927), Dostoevskij e il parricidio, in Saggi, vol. I, p. 323.

Anteprima della Tesi di Silvestro Calabrese

Anteprima della tesi: Per un'analisi dell'arte-terapia. Riflessione e metodologie nel pensiero psicoanalitico: da Freud all'Art Therapy Italiana, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Silvestro Calabrese Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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