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La storia della C.I.A. e della sua evoluzione nella cinematografia americana: dalla crisi e dalla critica sociale degli anni '70 alla riscossa degli anni di Reagan

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Mi sono inoltre avvalso del contributo delle trascrizioni delle registrazioni contenute nei nastri della Casa Bianca relative allo scandalo del Watergate, di interviste, dichiarazioni ufficiali, di articoli di giornale e di alcuni documentari televisivi come quelli su Pinochet e il colpo di stato in Cile del ’73 (RaiTre, 16 ottobre 1998), e su JFK (RaiTre, 19 novembre 2003). Ovviamente non bisogna dimenticare l’ultima, ma non per importanza, fonte da me utilizzata, ovvero i più di ottanta film di produzione americana visionati. La scelta del cinema mi è parsa la migliore sia per una passione verso questo genere artistico e per i film di spionaggio in particolare, sia per il fatto che le produzioni cinematografiche sono da sempre una rappresentazione della realtà, da cui è possibile capire quali sono le opinioni dominanti e quale è il punto di vista di un ambiente molto vicino ai cittadini. 5 In realtà, bisogna tener conto che ciò che il cinema ci mostra è solamente una realtà mediata: i mezzi di comunicazione sono molto influenti e modellano l’opinione pubblica più che rispecchiarla. Il cinema è pur sempre fantasia, Hollywood crea infatti dei prodotti di “celluloide” 6 e riproduce il punto di vista dei registi e delle case di produzione, i quali non rispecchiano necessariamente gli ideali della “massa”. Ma in un certo senso, indirizzando la moda, i desideri, le abitudini di vita e il costume delle persone verso certi modelli che vuole promuovere, partendo da una base che deve essere comunque esistente e vasta per avere un pubblico di massa, 7 si può dire che il cinema attui una volgarizzazione di alcuni aspetti dell’ideologia dominante e renda fruibile a tutti la conoscenza di quelli che sono gli avvenimenti storici principali di una nazione. 8 Il cinema diventa quindi esso stesso un documento storico con un ben definito ruolo sociale e culturale. 9 E’ sicuro che i mass media hanno una forte influenza sulle persone ma, pur essendo in grado di “manipolare agevolmente gli individui nella massa”, non sono onnipotenti. 10 E il cinema, essendo uno dei mezzi di comunicazione più influenti insieme alla televisione e alla radio, quanto è in grado di condizionare i nostri comportamenti e le nostre opinioni? E’ questo un tema molto discusso e anche tra gli esperti della materia si notano interpretazioni contrastanti se non addirittura opposte. Cesare Mannucci ne “La 5 Franco LA POLLA, Il nuovo cinema americano 1967-1975 , Torino, Lindau, 1996, p.213 6 Stephen PRINCE, A New Pot Of Gold: Hollywood Under The Electronic Rainbow, 1980-1989, New York, C. Scribners Sons, Charles Harpole General Editor, 2000, p.xi 7 John HILL; Pamela CHURCH GIBSON, American Cinema And Hollywood: Critical Approaches, New York, Oxford University Press, 2000, p. 8 Sara ANTONELLI, Dai Sixties a Bush Jr.: la cultura Usa contemporanea, Roma, Carocci, 2001, p.34 9 John HILL; Pamela CHURCH GIBSON, op. cit., p.xii 10 Cesare MANNUCCI, La società di massa…, op. cit., p.96 9

Anteprima della Tesi di Alessandro Manea

Anteprima della tesi: La storia della C.I.A. e della sua evoluzione nella cinematografia americana: dalla crisi e dalla critica sociale degli anni '70 alla riscossa degli anni di Reagan, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandro Manea Contatta »

Composta da 248 pagine.

 

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