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Indymedia.org: la rete ''intelligente'' del mediattivismo globale?

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17 Viceversa, la passività del destinatario può essere interpretata come l’aspetto più negativo del modello broadcasting (Tv, Radio) in riferimento alla dimensione del fruitore. A tal proposito il semiotico italiano Franco Berardi (“in arte” Bifo) scrive: “il medium televisivo è un medium di tipo psicotropico che produce alterazioni, piuttosto che sequenze di informazioni discrete, ed agisce sul ritmo stesso dell’attività cognitiva piuttosto che presentare contenuti valutabili in successione. In Brainframes, De Kerkhove osserva che lo schermo televisivo acceso produce un effetto di tipo neuromuscolare involontario […] un effetto di stress attentivo costante, del tutto indipendente dal contenuto informativo delle immagini teletrasmesse” 23 . Il telespettatore, secondo questa visione, sembra essere massaggiato dalle immagini, dai puri significanti elettromagnetici che lo colpiscono e che tendono a renderlo più apatico, più spento, più abulico. Il tratto principale di questa interpretazione del mezzo televisivo è la sua caratteristica di “flusso” che si presenta come qualcosa di diverso dalla somma dei singoli testi che compongono il palinsesto 24 . Il flusso (blob) televisivo 25 genera una continuità discorsiva generale che omogeneizza qualsiasi formato - spot, notizia, film, spettacolo - secondo criteri di velocità, leggerezza, varietà, che evidentemente non possono essere validi indifferentemente per programmi così diversi. Il flusso televisivo, caratteristico della “neotelevisione” 26 , con la sua sequenza indistinta di informazioni e prodotti consumabili, ha lo scopo di incollare incondizionatamente gli occhi dei telespettatori allo schermo per il maggior tempo possibile 27 . Sulla televisione e sui suoi effetti è stato scritto molto e molto spesso si è sottolineato il ruolo passivo del fruitore di programmi televisivi; un ruolo che è stato caricaturizzato e reso icona “globale” (poiché ha viaggiato lungo i percorsi 23 Bifo, Mutazione e cyberpunk, op. cit., pag. 145. 24 Per un’analisi del fenomeno confronta R. Williams (1974), Televisione. Tecnologia e forma culturale, De Donato, Bari, 1981. 25 Evidentemente il riferimento è alla televisione generalista e non a quella tematica che si occupa di mercati di nicchia. 26 La “paternità” del concetto di neotelevisione spetta ad Umberto Eco che lo coniò nel 1983 in un articolo intitolato Tv, la trasparenza perduta, in cui si fissavano i caratteri della nuova televisione: serialità, trasgressività e demenzialità. 27 Jason Nardi, direttore di “Unimondo” (www.unimondo.org), afferma causticamente: “I mass media, sterilizzati e omogeneizzati, vendono il consumismo alla gente, e la gente ai pubblicitari”, tratto da M. Pasquinelli (a cura di), Media Activism. Strategie e pratiche della comunicazione indipendente, DeriveApprodi, Roma, 2002, pag. 183.
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Scotti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Alberto Abruzzese
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 315

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